Fino a quando sarà tollerato l’italiano?

Fino a quando sarà tollerato l’italiano?

I giornali qualche giorno fa titolavano: “Strasburgo: la Corte europea dei diritti dell’uomo boccia il crocifisso a scuola” (Wikinews), con il motivo che costituirebbe “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni“.  Rimando alle sezioni di cronaca ed agli editorali dei giornali per maggiori informazioni.

La decisione europea mi dà da pensare: perché gli europei devono continuare a cancellare i simboli della propria cultura, della propria fede, della propria storia? Davvero fa così male alle coscienze la visione di un crocifisso? Davvero la religione e la cultura cristiane sono così nocive alla salute mentale? Davvero – volendo prescindere dalla fede – un simbolo (la raffigurazione di un uomo vero, storico!) di una cultura basata sull’altruismo, l’aiuto del più debole, il conforto dei piccoli, il perdono dei persecutori può fare così male?

Si ripete – su scala internazionale – la stessa piccola persecuzione che si coronò l’anno scorso con la sentenza del tribunale di Valladolid che ingiunse ad una scuola la rimozione di qualsiasi simbolo religioso…

Riporto una frase che scrisse l’anno scorso Berlic:

La storia insegna che quando si tolgono le croci dai muri è perchè le si vogliono usare appendendoci i cristiani. Ancora una volta arriva la tempesta.
Ancora una volta si ricostruirà.

La lettura del post sul pronunciamento europeo di quello stesso blogger - dalla scrittura curata, fervida di idee e mai noiosa – mi ha fornito materiale per una vignetta, che qui vi presento:

Cultura crocifissa

Ritorniamo alla carica!

Ritorniamo alla carica!

Bentornati!

…Anzi, sia concesso un autoreferente “bentornato a me”, giacché fino ad ora non sono mai mancati visitatori al mio blog: grazie mille!

Il tempo passa, i capelli ingrigiscono, gli esami – con lentezza – si sfrondano e… ogni tanto sento ritornarmi un po’ di voglia di dire qualcosa, condividere una riflessione, divulgare una notizia, proporre qualche canzone, suggerire una poesia… Insomma: rieccomi!

Continuerò con lo stile che mi è solito: proseguo il mio “Zibaldone”, che pone vicini gli argomenti più disparati e, per questo, risponde meglio ai miei frivoli voli pindarici ed alle generiche eppur specifiche domande che il navigatore medio pone a Google o Yahoo.

Ciao a tutti.

Alberto.

“Né bianco né nero”

“Né bianco né nero”

Domenica scorsa, la seconda di Pasqua, c’è stato il ritiro dei bambini che le prossime settimane riceveranno per la prima volta la Comunione nella mia Parrocchia. In un momento di karaoke “autogestito”, due delle mie bambine hanno cantato convintissime una canzone che non conoscevo: ieri una di loro mi ha portato un foglio con il testo… Mi sono sciolto! ;oP

Ecco:
Ne tuo ne mio

Si tratta di una canzone dello Zecchino d’Oro del 1992: più o meno quei bambini ora hanno la mia età!
Ecco qui il video con il testo:

 

NÉ BIANCO NÉ NERO
Testo e Musica: A. e F. Testa, 1992

Dio che finendo non vai mai,
Dio tu sei e sempre sarai…
Né bianco né nero, ma soltanto vero.
Né suo né mio ma soltanto Dio…

Il sole la mattina
Pian piano allegramente mi apre gli occhi,
Auguri, auguri, auguri
Comincia un nuovo giorno per me…
Qualcosa sarà facile
Invece qualcosaltro mica tanto
Se permetti mentre canto
Io penso a te…

Dio che finendo non vai mai,
Dio tu sei e sempre sarai…
Né bianco né nero, ma soltanto vero.
Né suo né mio ma soltanto Dio…

E mentre io mi sveglio
In Cina ed in Australia vanno a letto,
Auguri, auguri, auguri
E qualche sogno d’oro verrà…
Sui monti e sugli oceani,
Su tutti gli animali e sulla gente
La tua luce eternamente risplenderà…

Dio che finendo non vai mai,
Dio tu sei e sempre sarai…
Né bianco né nero, ma soltanto vero.
Né suo né mio ma soltanto Dio…

Nessuno è mai
Mai da solo
Nessuno è mai
Sulla terra
E chi non ha
Tanti amici
So che almeno uno, almeno uno ce l’ha…

Dio che finendo non vai mai,
Dio tu sei e sempre sarai…
Né bianco né nero, ma soltanto vero.
Né suo né mio ma soltanto Dio…

Oh… Né tuo né mio ma solo Dio!