Come meglio fare a tutti i lettori gli auguri di un Buon Natale, se non ricordando ancora perché si festeggia, rendendo così la festa più profondamente motivata?
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madian. Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia e ogni mantello macchiato di sangue sarà bruciato, sarà esca del fuoco. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. (Isaia 9,1-5)
La migliore musica che si possa adattare a questo messaggio trovo sia quella di Haendel, dal suo oratorio “Messiah“: “For unto us a child is born”. La registrazione è di Orchestra e Coro della Academy of St. Martin in the Fields. Dirige Sir Neville Marriner. Dublino, 1992. (La traduzione è l’ultima parte che ho evidenziato in grassetto: “Poiché un bambino è nato per noi“):
For unto us a Child is born,
unto us a Son is given,
and the government
shall be upon His shoulder;
and his name shall be called
Wonderful, Counsellor,
the Mighty God,
the Everlasting Father,
the Prince of Peace.
…L’immagine che si vede nell’intestazione è della cupola della mia parrocchia, Maria Regina della Pace, di Torino!
Buon Natale!





