Natividad el perro (Giornalismo: la notizia si FA o si DA?)
Articoli, News, Riflessioni Un commento »Da qualche giorno girano mail di (consuetamente) allarmanti catene, stavolta su arte disumana: si dice che un artista, tale Habacuc Vargas, abbia esposto in un museo nicaraguense un cane legato lontano da cibo ed acqua, fino a farlo morire.
Ovviamente, diverse testate son cadute nel trabocchetto (come pere cotte), senza neppur verificare, o quanto meno senza citare esplicitamente la versione ufficiale comparsa sul sito del museo ospitante la collezione dell’artista “incriminato”: un esempio per tutti sia La Stampa, che in una pagina della sua sezione “La Zampa” ha pubblicato un articolo di denuncia.
Un articolo di Adnkronos (verosimilmente tradotto dall’inglese, dunque traduzione di traduzione) supporterebbe tale versione dei fatti.
Secondo il sito ufficiale della Galleria di Arte Contemporanea “Codice” di Managua, invece, le cose starebbero diversamente: ecco il chiarimento della Direttrice della Galleria pubblicato nella Home page, e la sua traduzione da me curata:
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ACLARACION DE Galería Códice desde su creación en 1991, ha promovido las artes visuales centroamericanas, pero especialmente las nicaragüenses, tanto en el nivel nacional, como en el regional e internacional. En Códice han expuesto grandes maestros centroamericanos, así como artistas consolidados y emergentes. Los lenguajes contemporáneos del arte universal también han tenido espacio en Códice, por lo que periódicamente acoge muestras de arte conceptual. Con ese espíritu, el jueves 16 de agosto recién pasado se presentó Exposición No.1, del artista costarricense, Guillermo Vargas, conocido artísticamente como HABACUC. Uno de los trabajos expuestos consistió en presentar a un perro famélico que Habacuc recogió de la calle, y durante la exposición aparecía amarrado con una cuerda de nylon, que a su vez estaba sujeta a otra cuerda que pendía de dos clavos en una esquina de la Galería. Habucuc nombró al perro “Natividad” en homenaje al nicaragüense Natividad Canda (24 años) quien murió devorado por dos perros Rottweiler en un taller de San José, Costa Rica, la madrugada del jueves 10 de noviembre de 2005. El perro permaneció en el local tres días, a partir de las 5 de la tarde del miércoles 15 de agosto. Estuvo suelto todo el tiempo en el patio interior, excepto las 3 horas que duró la muestra, fue alimentado regularmente con comida de perro que el mismo Habucuc trajo. Sorpresivamente, al amanecer del viernes 17, el perro se escapó pasando por las verjas de hierro de la entrada principal del inmueble, mientras el vigilante nocturno quien acababa de alimentarlo limpiaba la acera exterior del mismo. La Galería Códice se reserva el derecho de velar por la calidad de los trabajos expuestos, respetando en todo momento la creatividad del artista y jamás ha pretendido ejercer ningún tipo de censura, siempre y cuando no atenten contra los principios elementales de la ética y mucho menos que impliquen la vida de un ser viviente, sea humano o animal. Yo pensaba quedarme con “Natividad”, pero él prefirió retornar a su propio habitat. Celebro el que tantas personas en el nivel internacional se hayan mostrado molestas por las declaraciones brindadas por Habacuc, en las que sostenía que su intención era dejar morir al perro de inanición, lo que es de su absoluta responsabilidad. Al cumplir con informar la verdad de los hechos, espero que todas esas mismas personas hayan elevado también su voz de repudio cuando Natividad Canda fue devorado por los Rottweiler. Atentamente, Juanita Bermúdez Directora Galería Códice Managua, Nicaragua |
CHIARIMENTO DELLA La Galleria Codice, fin dalla sua creazione nel 1991, ha promosso le arti visuali centroamericane, e specialmente quelle del Nicaragua, sia a livello nazionale sia regionale ed internazionale. A Codice hanno esposto grandi maestri centroamericani, così come artisti affermati ed emergenti. Anche i linguaggi contemporanei dell’arte universale hanno avuto un loro spazio a Codice, giacché periodicamente accoglie mostre di arte concettuale. Con questo spirito, lo scorso gioved¡ 16 agosto si presentò l’Esposizione No.1 dell’artista costaricano Guillermo Vargas, conosciuto artisticamente come HABACUC. Uno dei lavori esposti consisteva nella presentazione di un cane affamato che Habacuc aveva raccolto dalla strada, e che durante l’esposizione appariva legato con una corda di nylon, a sua volta saldata ad un’altra corda che pendeva da due chiodi in un angolo della Galleria. Habacuc chiamò il cane “Natividad”, in omaggio al nicaraguense Natividad Canda (24 anni), morto divorato da due cani Rottweiler in un laboratorio di San José, in Costa Rica, la mattina del giovedì 10 novembre 2005. Il cane restò nel locale tre giorni, a partire dalle 5 del pomeriggio del mercoledì 15 agosto. E’ rimasto slegato nel cortile interno per tutto il tempo, tranne durante le tre ore di apertura della mostra, ed è stato alimentato regolarmente con il cibo per cani che lo stesso Habacuc portava. Di sorpresa, il cane scappò all’alba del venerdì 17, passando fra le barre di ferro dell’entrata principale dell’edificio, mentre il vigilante notturno che gli aveva appena dato da mangiare stava pulendo il marciapiede esterno dello stesso. La Galleria Codice si riserva il diritto di vegliare sulla qualità dei lavori esposti, rispettando in ogni momento la creatività dell’artista e mai ha preteso esercitare alcun tipo di censura, sempre che [i lavori stessi] non pregiudichino i principi elementari di etica ed ancor meno giochino sulla vita di un essere vivente, sia umano o animale. Io pensavo di tenere “Natività” con me, però lui ha preferito ritornare al proprio habitat. Sono contenta che tante persone a livello internazionale si siano mostrate contrariate per le dichiarazioni rilasciate da Habacuc, nelle quali sosteneva che la sua intenzione era lasciar morire di inedia il cane, fatto questo di sua assoluta responsabilità. Con l’aver fatto luce sulla verità dei fatti, spero che tutte queste stesse persone abbiano alzato le loro voci di dissenso anche quando Natività Canda fu divorato dai Rottweiler. Cordiali Saluti, Juanita Bermúdez Direttrice della Galería Códice Managua, Nicaragua |
(Gli a capo ed i grassetti sono miei. Ringrazio Federica per la segnalazione e Gaetano e Kassowitz del forum de La Zampa per le indicazioni di Adnkronos e del sito ufficiale.)
Sarà vero ciò che dice Juanita Bermudez? O forse è solo una copertura? E perché allora, in ogni caso, non si è menzionata la fonte ufficiale? Insomma: credere o non credere alle fonti ufficiali? E credere o non credere a ciò che riportano i giornali? Ai posteri l’ardua sentenza.

Dammi la forza di cercare, Tu che ti sei fatto incontrare e mi hai dato la speranza di sempre più incontrarTi. Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa. Davanti a Te sta la mia scienza e la mia ignoranza: dove mi hai aperto, accoglimi al mio entrare; dove mi hai chiuso, aprimi quando busso. Fa’ che mi ricordi di Te, che intenda Te, che ami Te. Amen!
Figlio del senatore democratico Albert Gore Sr., si è laureato ad Harvard nel 1969, prima di partire per il Vietnam, dove lavorò come giornalista, caratterizzandosi per una serie di reportage contro la guerra. Posizioni pacifiste che, quando iniziò la carriera politica nel 1976, venendo eletto al Congresso, Al Gore mise ben presto da parte, sacrificandole sull’altare della realpolitik.













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