Natividad el perro (Giornalismo: la notizia si FA o si DA?)

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Da qualche giorno girano mail di (consuetamente) allarmanti catene, stavolta su arte disumana: si dice che un artista, tale Habacuc Vargas, abbia esposto in un museo nicaraguense un cane legato lontano da cibo ed acqua, fino a farlo morire.Il cane Natividad

Ovviamente, diverse testate son cadute nel trabocchetto (come pere cotte), senza neppur verificare, o quanto meno senza citare esplicitamente la versione ufficiale comparsa sul sito del museo ospitante la collezione dell’artista “incriminato”: un esempio per tutti sia La Stampa, che in una pagina della sua sezione “La Zampa” ha pubblicato un articolo di denuncia.

Un articolo di Adnkronos (verosimilmente tradotto dall’inglese, dunque traduzione di traduzione) supporterebbe tale versione dei fatti.

Secondo il sito ufficiale della Galleria di Arte Contemporanea “Codice” di Managua, invece, le cose starebbero diversamente: ecco il chiarimento della Direttrice della Galleria pubblicato nella Home page, e la sua traduzione da me curata:

ACLARACION DE
GALERIA CODICE
.
Managua, 19 de octubre.

Galería Códice desde su creación en 1991, ha promovido las artes visuales centroamericanas, pero especialmente las nicaragüenses, tanto en el nivel nacional, como en el regional e internacional. En Códice han expuesto grandes maestros centroamericanos, así como artistas consolidados y emergentes. Los lenguajes contemporáneos del arte universal también han tenido espacio en Códice, por lo que periódicamente acoge muestras de arte conceptual.

Con ese espíritu, el jueves 16 de agosto recién pasado se presentó Exposición No.1, del artista costarricense, Guillermo Vargas, conocido artísticamente como HABACUC. Uno de los trabajos expuestos consistió en presentar a un perro famélico que Habacuc recogió de la calle, y durante la exposición aparecía amarrado con una cuerda de nylon, que a su vez estaba sujeta a otra cuerda que pendía de dos clavos en una esquina de la Galería. Habucuc nombró al perro “Natividad” en homenaje al nicaragüense Natividad Canda (24 años) quien murió devorado por dos perros Rottweiler en un taller de San José, Costa Rica, la madrugada del jueves 10 de noviembre de 2005.

El perro permaneció en el local tres días, a partir de las 5 de la tarde del miércoles 15 de agosto. Estuvo suelto todo el tiempo en el patio interior, excepto las 3 horas que duró la muestra, fue alimentado regularmente con comida de perro que el mismo Habucuc trajo. Sorpresivamente, al amanecer del viernes 17, el perro se escapó pasando por las verjas de hierro de la entrada principal del inmueble, mientras el vigilante nocturno quien acababa de alimentarlo limpiaba la acera exterior del mismo.

La Galería Códice se reserva el derecho de velar por la calidad de los trabajos expuestos, respetando en todo momento la creatividad del artista y jamás ha pretendido ejercer ningún tipo de censura, siempre y cuando no atenten contra los principios elementales de la ética y mucho menos que impliquen la vida de un ser viviente, sea humano o animal. Yo pensaba quedarme con “Natividad”, pero él prefirió retornar a su propio habitat. Celebro el que tantas personas en el nivel internacional se hayan mostrado molestas por las declaraciones brindadas por Habacuc, en las que sostenía que su intención era dejar morir al perro de inanición, lo que es de su absoluta responsabilidad. Al cumplir con informar la verdad de los hechos, espero que todas esas mismas personas hayan elevado también su voz de repudio cuando Natividad Canda fue devorado por los Rottweiler.

Atentamente,

Juanita Bermúdez

Directora Galería Códice

Managua, Nicaragua

CHIARIMENTO DELLA
GALLERIA CODICE
.
Managua, 19 ottobre.

La Galleria Codice, fin dalla sua creazione nel 1991, ha promosso le arti visuali centroamericane, e specialmente quelle del Nicaragua, sia a livello nazionale sia regionale ed internazionale. A Codice hanno esposto grandi maestri centroamericani, così come artisti affermati ed emergenti. Anche i linguaggi contemporanei dell’arte universale hanno avuto un loro spazio a Codice, giacché periodicamente accoglie mostre di arte concettuale.

Con questo spirito, lo scorso gioved¡ 16 agosto si presentò l’Esposizione No.1 dell’artista costaricano Guillermo Vargas, conosciuto artisticamente come HABACUC. Uno dei lavori esposti consisteva nella presentazione di un cane affamato che Habacuc aveva raccolto dalla strada, e che durante l’esposizione appariva legato con una corda di nylon, a sua volta saldata ad un’altra corda che pendeva da due chiodi in un angolo della Galleria. Habacuc chiamò il cane “Natividad”, in omaggio al nicaraguense Natividad Canda (24 anni), morto divorato da due cani Rottweiler in un laboratorio di San José, in Costa Rica, la mattina del giovedì 10 novembre 2005.

Il cane restò nel locale tre giorni, a partire dalle 5 del pomeriggio del mercoledì 15 agosto. E’ rimasto slegato nel cortile interno per tutto il tempo, tranne durante le tre ore di apertura della mostra, ed è stato alimentato regolarmente con il cibo per cani che lo stesso Habacuc portava. Di sorpresa, il cane scappò all’alba del venerdì 17, passando fra le barre di ferro dell’entrata principale dell’edificio, mentre il vigilante notturno che gli aveva appena dato da mangiare stava pulendo il marciapiede esterno dello stesso.

La Galleria Codice si riserva il diritto di vegliare sulla qualità dei lavori esposti, rispettando in ogni momento la creatività dell’artista e mai ha preteso esercitare alcun tipo di censura, sempre che [i lavori stessi] non pregiudichino i principi elementari di etica ed ancor meno giochino sulla vita di un essere vivente, sia umano o animale. Io pensavo di tenere “Natività” con me, però lui ha preferito ritornare al proprio habitat. Sono contenta che tante persone a livello internazionale si siano mostrate contrariate per le dichiarazioni rilasciate da Habacuc, nelle quali sosteneva che la sua intenzione era lasciar morire di inedia il cane, fatto questo di sua assoluta responsabilità. Con l’aver fatto luce sulla verità dei fatti, spero che tutte queste stesse persone abbiano alzato le loro voci di dissenso anche quando Natività Canda fu divorato dai Rottweiler.

Cordiali Saluti,

Juanita Bermúdez

Direttrice della Galería Códice

Managua, Nicaragua

(Gli a capo ed i grassetti sono miei. Ringrazio Federica per la segnalazione e Gaetano e Kassowitz del forum de La Zampa per le indicazioni di Adnkronos e del sito ufficiale.)

Sarà vero ciò che dice Juanita Bermudez? O forse è solo una copertura? E perché allora, in ogni caso, non si è menzionata la fonte ufficiale? Insomma: credere o non credere alle fonti ufficiali? E credere o non credere a ciò che riportano i giornali? Ai posteri l’ardua sentenza.

Son tornato!

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Ciao! Dopo un paio di settimane di silenzio, torno al mio sito. In verità non l’ho mai lasciato a sé, semplicemente cercavo di risolvere dei problemi di grafica, a causa di gabole di IE… Ma adesso funge tutto bene, e ne approfitto per presentare al mondo la nuova veste grafica di bebo.110mb! Bella, eh?

Ora ho un tantino sonno, dunque rimando a domani qualche parola di approfondimento in più, e per ora mi accomiato. Buona notte!

Al.

“Preghiera alla Trinità” di S. Agostino

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Signore mio Dio, unica mia speranza, fa’ che stanco non smetta di cercarTi, ma cerchi il Tuo volto sempre con ardore.

Riflessi di Vetrata.Dammi la forza di cercare, Tu che ti sei fatto incontrare e mi hai dato la speranza di sempre più incontrarTi. Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa. Davanti a Te sta la mia scienza e la mia ignoranza: dove mi hai aperto, accoglimi al mio entrare; dove mi hai chiuso, aprimi quando busso. Fa’ che mi ricordi di Te, che intenda Te, che ami Te. Amen!

Da: Sant’Agostino, De Trinitate.

Al Gore, un Nobel per la pace per un Oscar poco pacifista.

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Nobel per la pace 2007 assegnato ad Al Gore e al comitato sui cambiamenti climatici.

Wikinotizie, 12 ottobre 2007.

Il premio Nobel per la pace 2007 è stato assegnato ad Al Gore ed al comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici dell’ONU. Il premio di dieci milioni di corone svedesi (1,54 milioni di dollari) è stato assegnato dallo Storting, il parlamento norvegese, attraverso un apposito comitato autonomo.Una scomoda verità.

La motivazione ha premiato «i loro sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti». Al Gore, nel 2006, ha girato un documentario shock, intitolato Una scomoda verità, in cui riassume la sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici. Il documentario ha anche vinto due premi Oscar nel 2007 (miglior documentario e miglior colonna sonora). Inoltre il 7 luglio del 2007 ha organizzato il Live Earth per sensibilizzare ai problemi dell’ambiente…

Continua a leggere l’articolo, su Wikinotizie.

Un Nobel poco pacifista

Al Gore vince il Premio Nobel per la Pace 2007. Nonostante un passato di guerra.

Peacereporter.net, 12 ottobre 2007.

Il Nobel per la Pace 2007 è stato assegnato oggi ad Al Gore, l’ex vice presidente degli Stati Uniti d’America nell’era dell’amministrazione Clinton. Gore condividerà il prestigioso riconoscimento con il il Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell’Onu (Ipcc).
Da politico cinico ad ambientalista. E’ infatti nella sua nuova veste di paladino dell’ambiente che Gore viene premiato, e non per la sua passata carriera politica, che si concluse con la sconfitta elettorale contro George W. Bush nel 2000.
Al Gore commentando nel suo film.Figlio del senatore democratico Albert Gore Sr., si è laureato ad Harvard nel 1969, prima di partire per il Vietnam, dove lavorò come giornalista, caratterizzandosi per una serie di reportage contro la guerra. Posizioni pacifiste che, quando iniziò la carriera politica nel 1976, venendo eletto al Congresso, Al Gore mise ben presto da parte, sacrificandole sull’altare della realpolitik.
Nel 1992 infatti, Bill Clinton lo scelse come vice presidente e la coppia vinse le elezioni, confermandosi quattro anni dopo per un secondo mandato.
L’amministrazione Clinton si qualificò per un interventismo militare all’estero che, dopo il fallimento del Vietnam, sembrava essere stato consegnato agli archivi della storia dalla politica di Washington.
Le inique sanzioni. Dopo il primo attacco all’Iraq, nel 1991, e prima dell’invasione del paese mediorientale nel 2003, il regime di Saddam Hussein rimase un obiettivo fisso del governo Usa, nel quale Gore aveva un posto di rilievo. Continui bombardamenti, nel silenzio assordante dei media, continuarono a flagellare l’Iraq, la cui popolazione era già ridotta allo stremo dalle sanzioni dell’Onu.
La linea della nuova amministrazione, nel 1993, rimase fedele a quella precedente, restando in Somalia fino al 1993, per quell’operazione Restor Hope, considerata ancora oggi una delle pagine più nere delle missioni all’estero degli Stati Uniti.
Ma non di solo Iraq si è nutrita l’amministrazione Clinton, intervenendo nel 1999 in Kosovo, per fermare il regime di Slobodan Milosevic, accusato di pulizia etnica ai danni della minoranza albanese. Sia il Kosovo che la Serbia vennero severamente bombardati, con alte perdite tra i civili.
L’anno prima invece, due attentati colpirono le ambasciate Usa in Kenya e Tanzania, e la coppia Clinton – Gore reagì brutalmente, inviando i caccia Usa a bombardare presunte basi di terroristi in Sudan e Afghanistan.

Un premio discusso. Un biglietto da visita molto poco pacifista. Ma Gore oggi riceve il premio…

Continua a leggere l’articolo, su Peacereporter.net.

“Dio e i biscotti” di Bruno Ferrero

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Una mamma si preoccupava di fondare le basi della vita morale del suo bambino, approfittando della «sparizione» di alcuni dolci conservati nella credenza del salotto.
«Lo sapevi che quando hai rubato la tortina, Dio era lì con te, anche se io non vedevo?».
«Certo» fece il bambino annuendo vigorosamente.Biscotti!
Ma i dolci continuarono a sparire. Pazientemente la mamma riprese:
«Lo sapevi che in quel momento Dio ti vedeva?».
«Certo».
«E che cosa pensi che ti abbia detto, mentre tu rubavi il dolce?».
«Mi ha detto: Qui ci siamo soltanto io e te, prendine due!».

Aveva ragione il bambino, naturalmente. Dio non fa la guardia a niente, neanche ai cimiteri dove molti lo hanno relegato. E dovendo scegliere tra i biscotti e me, senza ombra di dubbio Dio sceglie me.
Quante «maschere» vengono affibbiate a Dio da educatori che hanno tanta buona volontà?
Chi in seguito libererà i bambini da immagini di un Dio «guardone», giudice terribile o Babbo Natale? Altri, la maggioranza, hanno semplicemente scelto il silenzio.
Un tempo si diceva che i due argomenti tabù tra genitori e figli fossero il sesso e Dio. Oggi è rimasto solo Dio.
Gesù, nel Vangelo, si arrabbia molto con quelli che impediscono ai bambini di avvicinarsi a lui: «Lasciate che i bambini vengano a me».

Da: Bruno Ferrero, “CATECHISMO CON I FIGLI? SÌ PER PIACERE!”, Elledici, 2004.

“Introduzione a ‘La gnosi delle fanfole’” di Fosco Maraini

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Signori, potrei dire, eccovi alcuni esperimenti di poesia metasemantica.
Per millenni il procedimento principe seguito nella formazione e nell’arricchimento del patrimonio linguistico è stato questo: dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, trovare suoni che dessero loro foneticamente corpo e vita, che li rendessero moneta del discorso….
Signori, potrei dire, eccovi alcuni esperimenti di poesia metasemantica.
Per millenni il procedimento principe seguito nella formazione e nell’arricchimento del patrimonio linguistico è stato questo:
dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, trovare suoni che dessero loro foneticamente corpo e vita, che li rendessero moneta del discorso….
Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico, avviene proprio il contrario. Proponi dei suoni e attendi che il tuo patrimonio d’esperienze interiori, magari il tuo subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. E’ dunque la parola come musica e come scintilla…Il linguaggio, salvo rari casi, mira ai significati univoci, puntuali, a centratura precisa. Nel linguaggio metasemantico invece le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici, a cromatismi polivalenti, a fenomeni di fecondazione secondaria, a improvvise moltiplicazioni catalitiche nei duomi del pensiero, dei moti più segreti.
Il lettore non diviene solo azionista del poetificio, ma entra subito a far parte del consiglio di gestione e deve lui, anche, provvedere alla produzione del brivido lirico. L’autore più che scrivere, propone. Se è riuscito nel suo intento, può dire di avere offerto un trampolino, nulla più.

Da: Fosco Maraini, INTRODUZIONE A ‘LA GNOSI DELLE FANFOLE‘”, Baldini&Castoldi, 1994.

“Bottiglie” di Fosco Maraini

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Non siamo tutti simili a bottiglie
ripiene di ricordi e cronicaglie?

Bistròccoli, fruschelli, filaccetti
ricolmano le pance trasparine,
fanfàggini, birìllidi, nulletti
s’asserpano in ghirlande cilestrine…

Se scuoti la bottiglia sgrengoluta
risorgono megoni e gastrifèmi,
rispuntano tra mèmmola grognuta
nascosti vercigogni e schifilemi.

Talvolta vedi invece lumigenti
miriàgoli, trigèridi, fernuschi,
e piangi su gavati struggimenti
finiti coi patassi tra i rifiuschi.

Non tornano a rivivere le facce
d’amici e d’amorilli luscherosi?
Risplòdono le voci, le morcacce
d’incontri cuspidiali e trucidiosi!

Poi un giorno la bottiglia si tracassa,
il vetro si sbiréngola nel sole
in croccherucci verdi, in patafrassa,
tra l’erbe cucche e cionche di pagliòle.

Ahi dove sono allora i gaviretti,
i nobili tracordi, i rimembrilli,
i càccheri, gli smèrmidi, i frulletti,
i mòrfani, gli sghèfani gentili?

Sdrafànico mistero di bottiglia
bottiglia di sdrafànico mistero.

Da: Fosco Maraini, LA GNOSI DELLE FANFOLE, Baldini&Castoldi, 1994.

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