Il vecchio (più o meno, ovviamente! ;oP) motto: “Google is for searching, Wikipedia is for knowing” sta per essere minato?
Lo scorso giovedì sera, con un post sul suo blog ufficiale (Encouraging people to contribute, Incoraggiare le persone a contribuire), Google ha annunciato l’imminente lancio nel suo seno di un servizio enciclopedico, almeno provvisoriamente battezzato “Knol“, fornendo l’immagine di una pagina d’esempio.

Questo progetto, che per ora è ancora in fase beta e permette l’accesso solo attraverso inviti, è un sistema di enciclopedia nel quale gli articoli, detti “Unità di conoscenza” o “Knol” (dal troncamento di “Knowledge“, conoscenza, appunto), saranno firmati dai propri autori, che potranno accludere anche una propria foto ed una propria breve biografia (mostrando così, magari attraverso titoli e cariche, le proprie competenze in materia).
L’idea che sta alla base del progetto è quella di invogliare chiunque abbia buone conoscenze su un argomento a scrivere una pagina sul tema; autori diversi, inoltre, potranno scrivere ognuno un proprio diverso articolo sul medesimo argomento.
L’obiettivo di Google è dunque quello di riuscire ad avere almeno uno Knol per ogni argomento: una volta indicizzati, gli articoli potranno essere ricercati con il proprio motore di ricerca (hehe…) e saranno presentati all’utente attraverso un sistema di ranking: il posizionamento dello Knol nei risultati della ricerca sarà dinamicamente definito dalle diverse scelte dei lettori.
Il servizio di Google includerà inoltre anche molti strumenti per lo sviluppo della community, partendo dalla possibilità di commentare, inviare domande, aggiungere contenuti, valutare e persino recensire uno Knol.
Dal punto di vista del creatore dei contenuti, invece, il fatto che il proprio nome sia in evidenza lo responsabilizza maggiormente: cercherà dunque di creare pagine più approfondite e meglio curate ed eviterà di pubblicare articoli che contengano diffamazioni o disinformazione. Oltre all’orgoglio di vedere pubblicate le proprie pagine con eventuali commenti positivi, e magari ai primi posti nel ranking sopra descritto, l’utente scrittore potrà impegnarsi ulteriormente anche perché potrà scegliere di permettere l’inserimento di pubblicità del circuito Google Ads, ricavandone così anche profitto economico.
Con il diffondersi della notizia hanno già iniziato a circolare le reazioni della Blogosfera, tra commenti entusiasti e blogger perplessi sulle possibilità di questo nuovo servizio. La prima cosa che viene in mente, infatti, è Wikipedia: ci si domanda infatti se Google Knols cercherà (ed in tal caso: riuscirà?) di soppiantare il suo concorrente o piuttosto di affiancarsi a lui.
Fin da subito non si può non notare come, se Wikipedia fornisce un’informazione unica per un singolo argomento, risultante dalla convergenza (e solitamente dall’accordo su punti di vista il più possibile neutrali) di tutta la rete, l’enciclopedia di Google al contrario restituirà alla ricerca tante opinioni su ogni topic. Questa caratteristica di Google Knol può non essere così utile all’utente: solitamente, infatti, la gente non ricorre ad un’enciclopedia per avere tanti articoli su uno stesso soggetto, ma per poterne leggere uno solo abbastanza esauriente su un argomento, che eventualmente riassuma diversi punti di vista.
E poi, il dubbio di fondo: informazione libera? E se sì, quanto? Cioè: il logo “Creative Commons CC-by 3.0” presente nella barra laterale della pagina di esempio fornita da Google sarà valido per tutta la creazione? Se Google richiederà che i propri Knol siano sotto una licenza di contenuto gratuito (vedi CC, per esempio), si avrà in effetti un buon sistema, oltreché enciclopedico, anche “sociale”: come suggerisce il blogger David Gerard: “Making free content normal and expected“. In tal modo, il contrasto con Wikipedia diverrebbe di forma, ed un po’ più marginale. Lo scopo di Wikipedia è infatti semplicemente quello di creare un corpus di informazioni educative gratuitamente utilizzabile e riutilizzabile: esattamente come farebbe Google Knols se i propri contenuti fossero interamente sotto una licenza come Creative Commons. In questo modo, questa sì che sarebbe una nuova, bella risorsa di Internet, della quale pressoché tutti non potrebbero che parlarne bene; viceversa, se così non fosse, avremmo a che fare con un altro sito come About.com o Yahoo Answers. O magari Google Answers.
Ricordate Google Answers? Ecco, Google molto probabilmente sì! ;oP
Fonti della notizia e siti utili:
Pagina del Blog ufficiale di Google in cui si annuncia il progetto Knol.
Articolo di Luigi Melita su DownloadBlog.it, alla base della stesura del mio articolo (rilasciato sotto CC by-nc-sa 2.0: grazie!)
Articolo di David Gerald, linkato dallo stesso Blog ufficiale di Google, utile come spunto per alcune riflessioni.
Articolo de Il Sole 24 Ore su questo servizio di Google.
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