In questi giorni, con una scarsa attenzione da parte del pubblico internazionale (ed italiano in particolare), si sta svolgendo l’Esposizione Internazionale di Saragozza 2008, esposizione fieristica corredata di conferenze ed eventi culturali alla quale partecipano 108 nazioni, che ha come tema “Acqua e sviluppo sostenibile”.
Il mondo si trova di fronte ad una grande sfida: affrontare il problema dell’acqua e del suo utilizzo in modo sostenibile. Expo Zaragoza 2008 vuol rappresentare un’opportunità per iniziar a trovare soluzioni e cerca di essere un punto di incontro tra culture diverse e genti distinte… Insomma, si pone l’obiettivo di facilitare lo scambio di idee e di esperienze con una visione positiva per affrontare fin da subito le sfide poste dalla crisi idrica.
L’Esposizione Internazionale di Saragozza intende diffondere i principi con cui costruire il nuovo rapporto delle persone con l’acqua, celebrando i progressi e le innovazioni per la sostenibilità con una grande festa in cui il divertimento sensoriale, la soddisfazione intellettuale, l’ambiente accogliente e l’allegria servano da veicolo per l’incontro, convertendolo in un’esperienza indimenticabile per il visitatore ed una eredità di speranza per la comunità umana.
Questi principi sono alla base anche della scelta dell’inno ufficiale dell’Expo: “Llegará la tormenta“, “Arriverà la tempesta“.
Si tratta di una versione di “A Hard rain’s a-gonna fall”, un brano composto da Bob Dylan nel 1963: l’autore lo ha ceduto all’Expo a sostegno del suo messaggio di sensibilizzazione sulla gestione delle risorse idriche nel mondo. I testi, che fanno riferimento alla morte delle foreste e degli oceani, la proliferazione di armi, la fame e la mancanza di comprensione tra gli uomini, restano attuali ancora oggi, a distanza di quattro decenni. Questa presa di posizione contro il degrado ambientale ha uno sfondo di speranza: abbiamo ancora tempo per decidere se questo è il mondo che vogliamo.
Quaranta anni dopo, il gruppo Amaral recupera lo spirito di questo inno per l’Esposizione Internazionale di Saragozza: sotto il titolo di “Arriverà la tempesta”, Eva Amaral e Juan Aguirre ci danno un’occasione in più per riflettere sull’ambiente e sull’acqua, e su quanto ciascuno può fare nell’ambio della sensibilizzazione ad uno sviluppo sostenibile.
Il sito web ufficiale dell’Expo, expozaragoza2008.es, offre ai suoi visitatori in modo completamente gratuito e legale il download di questo brano in formato MP3, così come la possibilità di visualizzare e scaricare il video-clip di “Llegará la tormenta” girato a marzo in un concerto tenutosi a sorpresa su un marciapiede di Saragozza. Ecco qui la pagina: http://www.expozaragoza2008.es/Noticias_DescargaelMP3yelvideoclipdeAmaral/seccion=44&idioma=es_ES&id=200803120023.do
…Ma ora bando alle ciance: ecco qui, come consuetudine, il video, la letra in spagnolo ed il testo tradotto in italiano.
Me han dicho que has vuelto por fin a tu casa
¿Qué has visto en tu viaje por tierras lejanas?
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Mi han detto che sei finalmente tornato a casa
Cos’hai visto nel tuo viaggio per terre lontane?
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Caí entre la bruma de doce montañas
Vagando por seis autopistas cortadas
En medio de siete bosques callados
Perdido en las costas de negros océanos
Subí a diez mil millas hasta un camposanto
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Caddi fra la bruma di dodici montagne
Vagando per sei autostrade tagliate
Nel mezzo di sette boschi silenti
Perso nelle coste di neri oceani
Salii a diecimila miglia fino un camposanto
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Y llegará, llegará, llegará,
Llegará la tormenta
Que anuncia el cielo.
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Ed arriverà, arriverà, arriverà,
Arriverà la tempesta
Che annuncia il cielo.
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Me han dicho que has vuelto por fin a tu casa
¿Qué oíste en tu viaje por tierras lejanas?
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Mi han detto che sei finalmente tornato a casa
Cos’hai sentito nel tuo viaggio per terre lontane?
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El ruido de un trueno preludio del miedo
La última ola al final de los tiempos
Tambores sonando en la línea de fuego
Y tantos susurros que no escucha nadie
Oí carcajadas y llantos de hambre
La triste canción del poeta en la calle
La voz de un payaso cubierto de sangre
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Il rumore di un tuono preludio del timore
L’ultima onda alla fine dei tempi
Tamburi che suonano sulla linea di fuoco
E tanti sussurri che non ascolta nessuno
Sentii risate e pianti di fame
La triste canzone del poeta sulla strada
La voce di un pagliaccio coperto di sangue
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Y llegará, llegará, llegará,
Llegará la tormenta
Que anuncia el cielo.
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Ed arriverà, arriverà, arriverà,
Arriverà la tempesta
Che annuncia il cielo.
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Me han dicho que has vuelto por fin a tu casa
¿Y qué harás ahora que el viaje se acaba?
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Mi han detto che sei finalmente tornato a casa
Che cosa farai ora che il viaggio è finito?
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Volver antes de la lluvia de estrellas
A lo más profundo de lo desconocido
Donde hay multitudes sin nada en las manos
Allí donde el sol ha secado los ríos
Donde eres esclavo o un pobre fugitivo
Que ha visto los ojos de un hombre sin rostro
Donde todas las almas han sido olvidadas
Donde negro es el color y el número no existe
Gritaré hasta que quede grabado en el viento
Y mi voz se refleje desde ésta montaña
Aunque tenga que andar encima de las aguas
Hasta que ésta llamada sea escuchada
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Tornare prima della pioggia di stelle
Al più profondo di quanto vi è di sconosciuto
Dove vi sono moltitudini senza nulla nelle mani
Là dove il sole ha seccato i fiumi
Dove sei schiavo od un povero fuggitivo
Che ha visto gli occhi di un uomo senza volto
Dove tutte le anime sono state dimenticate
Dove nero è il colore ed il numero non esiste
Griderò fino a che resterà inciso nel vento
E la mia voce si rifletterà da questa montagna
Anche se dovesse andare al di sopra delle acque
Fino a che questa chiamata sia ascoltata
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Y llegará, llegará, llegará,
Llegará la tormenta
Que anuncia el cielo.
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Ed arriverà, arriverà, arriverà,
Arriverà la tempesta
Che annuncia il cielo.
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Fonti e siti utili:
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