“C’era una volta…” “Un re!” diranno subito i lettori. No: c’era una volta la biblioteca, luogo per definizione adibito alla raccolta dei libri. Da sempre, i frequentatori delle biblioteche pubbliche sono abituati ad avere a disposizione, oltre alle opere sui più disparati argomenti, anche uno spazio in cui godere di tali frutti delle penne dei più disparati scrittori.
Insomma, la biblioteca è un luogo - chi oserebbe negarlo? - di cultura: è un luogo che la cultura la fa, la aumenta, la propone, la crea.
Noi viviamo in un quartiere da sempre disagiato dal punto di vista economico, sociale e culturale: la Barriera di Milano, nella profonda zona di Torino Nord che si chiama Circoscrizione 6 e che vanta uno fra i più bassi livelli di scolarità del nostro bel capoluogo.
Nella nostra circoscrizione, da tempo per noi giovani immemore la Biblioteca Civica Cascina Marchesa è punto di riferimento per tutti coloro che vogliano accrescere la propria cultura: la grandissima quantità di libri in scaffalatura aperta, la disponibilità di una vastissima selezione di periodici e, da qualche tempo, l’accesso a internet la rendono ottimo avamposto per la formazione di cittadini pensanti. Ma tutto questo sarebbe quasi nulla se non ci fossero gli spazi ed i tempi adeguati alla lettura.
Per ciò che riguarda gli spazi, confesso che noi universitari abbiamo spesso e volentieri colonizzato la sala consultazione: utilizzando i nostri testi, sfruttavamo la biblioteca come fonte di testi alternativi, come luogo di riunione e, soprattutto, come isola di silenzio in cui studiare in pace, eventualmente confrontandosi con colleghi conosciuti in quello stesso spazio.
Per quanto invece riguarda i tempi… ecco che sorge il problema! La scorsa settimana, con un preavviso brevissimo, di pochi giorni, la biblioteca Marchesa, prima aperta quasi dodici ore al giorno, si è ritrovata con un orario dimezzato. E, con lei, la maggior parte delle biblioteche civiche torinesi. La Barriera di Milano si trova all’improvviso senza una biblioteca aperta a tempo pieno, ed anzi - diremo di più - senza la possibilità di fruire di alcuna biblioteca per gran parte delle ore di una settimana!
Spieghiamo: tutte - e ribadiamo tutte - le biblioteche torinesi ora sono chiuse il lunedì mattina, e la grande maggioranza ha orari parziali e comuni: lunedì, martedì e mercoledì mattina sono chiuse, come anche giovedì, venerdì e sabato pomeriggio. Insomma, se uno studioso - poniamo uno studente universitario od un semplice appassionato di un argomento qualsiasi - volesse dedicarsi un giorno intero allo studio senza andare a zonzo per la città non saprebbe più come fare.
Quando al Dott. Paolo Messina, Dirigente Coordinatore dei Servizi Bibliotecari del Comune di Torino, abbiamo chiesto il perché dell’orario comune per le diverse biblioteche, ha risposto che si è deciso così perché i torinesi possano più facilmente ricordare quali siano le ore d’apertura. Noi invece proponiamo che almeno tali ore siano complementari fra biblioteche vicine: per esempio, se la Marchesa un giorno apre la mattina e resta chiusa il pomeriggio, la Biblioteca Civica della Falchera e/o la nuova Biblioteca Civica Italo Calvino potrebbero restar chiuse il mattino per aprire il pomeriggio. Si garantirebbe in tal modo almeno una sorta di continuità del servizio che altrimenti è persa.
Chiaramente, da parte di molti studenti universitari di tutta la circoscrizione 6 (ed anche di una porzione di 7) la richiesta del ritorno all’apertura a tempo pieno della Marchesa non può esser facilmente accantonata: se è pur vero che, per la propria struttura, non può ospitare servizi culturali aggiuntivi (che peraltro riteniamo in qualche modo “accessori”, come possono essere laboratori multimediali, sale per incontri e per discussioni in lingue straniere… ), è anche vero che la nostra cara “cascina” è il luogo ideale per lo studio silenzioso.
Insomma, con queste riforme di orari, noi tutti fruitori assidui delle biblioteche civiche di Torino, ed in particolare della Biblioteca Civica Cascina Marchesa, ci troviamo senza un luogo idoneo e non rumoroso (come invece sono le nuove biblioteche) per leggere e studiare vicino a casa senza dover andare in centro, con tutti i problemi a ciò connessi (mezzi pubblici, posteggi a pagamento, tempo sprecato…) .
Concludiamo annunciando che il prima possibile avrà inizio una raccolta di firme da parte di noi studenti universitari in favore del ripristino dell’orario a tempo pieno della nostra cara “Marchesa”.
“Quelli della Marchesa”
(Katia A., Davide C., Donata D., Marco E., Marco F.,
Francesco G., Ombretta G., Claudio G., Yalda J.,
Filippa M., Rosaria M., Federica P., Alberto R., Fabrizio P.,
Silvia S., Rosario S.)
Commenti Recenti