Vacanze!!!

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Vacanze! Sospirate, agognate vacanze!

Stemma della città di Alghero (da Wikimedia Commons - 'http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f8/Alghero-Stemma.png')Oggi stesso parto con Donata alla volta di Alghero, cittadina catalana in terra sassarese, e tornerò fra un paio di settimane, spero contento, abbronzato, affascinato e… pieno di foto!

In questo periodo, ovviamente, non scriverò qui sul blog… ma ho scritto due post postdatati (scusate il bisticcio), che si dovrebbero pubblicare da soli… scoprite quando! ;oP

A presto, buone vacanze o buona continuazione!

Ciao ciao!!!

Foto di Alghero (da Wikimedia Commons - 'http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Alghero2004May.jpg')

Se li abbandoni il bastardo sei tu!

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A Natale siamo tutti più buoni… e a ferragosto?

…A ferragosto non lo so, ma di certo il due d’agosto proprio no!
Oggi io e Donata, decisi a fare una passeggiata nel Canavese, appena usciti in auto da Rivarolo abbiamo visto un rallentamento e, nella corsia opposta, due cani di medie dimensioni che camminavano curiosi e spaesati… Oh, no… Non è possibile! Eppure ci è sembrato proprio che fossero stati lasciati, abbandonati al loro destino non certo molto fausto!

Subito Donata ha provato a telefonare al 334.105.10.30, ma è un numero al quale si possono mandare SMS per segnalazioni dall’Autostrada… Per il resto non sapevamo che cosa fare! Dopo esser tornati sui nostri passi facendo inversione in una rotonda, abbiamo cercato i due cani, ma ormai erano spariti… Speriamo in bene!

Dunque, approfitto di questo spazio per dire che cosa fare per segnalare animali abbandonati:
Banner dell'Editrice Sprea ull'abbandono degli animali

  • se si è sulla rete autostradale italiana, è possibile mandare un SMS al n° 334.105.10.30 dell’iniziativa “Io l’ho visto” di ProntoFido e Polizia Stradale, insieme ad Autogrill, Radio 105 e Radio Montecarlo: nel corpo del messaggio si devono indicare: ora dell’avvistamento; località e provincia; autostrada e direzione di marcia; altre informazioni eventualmente disponibili… ogni notizia in più aumenta la probabilità di salvare l’animale! (Non scrivete guidando e non accostate in corsia d’emergenza: o lo scrive un passeggero o aspettate di uscire alla più prossima area di servizio!) (Il servizio è attivo da metà luglio fino alla fine di agosto ed è esteso alla sola rete autostradale.)

    Banner Io l'ho visto

  • se invece non ci si trova in autostrada, si può telefonare ai Vigili del Comune di competenza oppure ai Carabinieri al 112. (La legge 281/91 obbliga ogni Comune a prelevare i cani abbandonati ed a curarli vietandone la soppressione!)

…Comunque, anche se non so se e quanto potrà servire, anch’io partecipo alla campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali in occasione delle partenze per le vacanze promossa dai blog Gattivity e Species pubblicando il banner che avete visto qui sopra e quello che dovrebbe poi essere sempre presente nella barra a sinistra.

Gomorra

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Locandina del film GomorraFinalmente, a due mesi dalla sua uscita nei cinema (ormai è in programmazione in due sole sale in tutta la provincia), siamo andati a vedere “Gomorra”, film di Matteo Garrone basato sul romanzo-non-fiction di Roberto Saviano.

…Che dire? Un pugno nello stomaco!

Cito l’inizio di una bella trama-recensione del sito MyMovies.it:

Totò ha tredici anni, aiuta la madre a portare la spesa a domicilio nelle case del vicinato e sogna di affiancare i grandi, quelli che girano in macchina invece che in motorino, che indossano i giubbotti antiproiettile, che contano i soldi e i loro morti. Ma diventare grandi, a Scampia, significa farli i morti, scambiare l’adolescenza con una pistola. O magari, come accade a Marco e Ciro, trovare un arsenale, sparare cannonate che ti fanno sentire invincibile. Puoi mettere paura, ma c’è sempre chi ne ha meno di te. Impossibile fuggire, si sta da una parte o dall’altra, e può accadere che la guerra immischi anche Don Ciro (Imparato), una vita da tranquillo porta-soldi, perché gli ordini sono mutati, il clan s’è spezzato in due. Si può cambiare mestiere, passare come fa Pasquale dalla confezione di abiti d’alta moda in una fabbrica in nero a guidare i camion della camorra in giro per l’Italia, ma non si può uscire dal Sistema che tutto sa e tutto controlla. Quando Roberto si lamenta di un posto redditizio e sicuro nel campo dello smaltimento dei rifiuti tossici, Franco (Servillo), il suo datore di lavoro, lo ammonisce: non creda di essere migliore degli altri. Funziona così, non c’è niente da fare. Continua a leggere la scheda del film su MyMovies.it

Copertina di Gomorra, libro accusa di SavianoOra, appena posso, inizio a leggere il libro!

Qui pubblico il trailer del film, ma senza dubbio più interessanti sono un’intervista a Saviano a cura della Città di Angri (SA) (con letture di brani dal libro ed un’intervista a Camilleri), un reportage delle Iene da Casal di Principe (con una breve intervista “casuale” a Nicola Schiavone, padre degli “UOMINI” Francesco e Walter) ed un’altra intervista a Saviano condotta da Enzo Biagi per la trasmissione “Rotocalco Televisivo”: vi consiglio assolutamente di vederli!

I video si aprono subito qui, sotto questo spazio!

Tempus fugit.

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Warning!Attenzione: post autocelebrativo! ;oP

E’ il mio compleanno!

Lupo Alberto e la torta di compleanno

Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri, ed anche a quelli che non me li hanno fatti oggi, ma che con il loro sorriso mi augurano una piacevole vita ogni volta che li incontro!

Specchio dei Tempi pubblica “Quelli della Marchesa”!

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Oggi, 29 giugno 2008, Specchio dei Tempi ha pubblicato la lettera che avevamo scritto per chiedere il ripristino del vecchio orario pieno: bene!

Un gruppo di lettori scrive:
«Siamo utenti della biblioteca civica “Cascina Marchesa” di corso Vercelli 141, nel quartiere Barriera di Milano. «Questa biblioteca ha recentemente dimezzato il suo orario di apertura al pubblico ed adesso è possibile usufruirne solo tre mattine e tre pomeriggi alla settimana. «In un quartiere difficile come il nostro, la biblioteca era diventata, nel corso degli anni, un importante (nonché l’unico) centro di incontro culturale informale per molte persone, dagli studenti delle scuole medie e superiori, agli universitari, che usufruivano dell’ampia scelta di volumi comodamente collocati in scaffalatura aperta, sino ai moltissimi utenti della sala periodici. «I nuovi orari penalizzeranno in particolar modo i ragazzi delle scuole, cioè coloro che sono all’inizio del loro cammino intellettuale e gli studenti universitari che non avranno un luogo idoneo, non rumoroso, per leggere e studiare in modo continuativo senza dover andare in centro, con tutti i problemi a ciò connessi».
SEGUONO 16 FIRME

Qui lo spazio della rubrica “Specchio dei Tempi” di oggi sul sito de Logo LA STAMPA . it.

“Quelli della Marchesa” scrivono a Specchio dei Tempi

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Scrivo a nome di un gruppo di utenti della biblioteca civica ‘Cascina Marchesa’ di C.so Vercelli 141, nel quartiere Barriera di Milano.
Questa biblioteca, come molte altre, ha recentemente dimezzato il suo orario di apertura al pubblico ed adesso è possibile usufruirne solo tre mattine e tre pomeriggi alla settimana.
In un quartiere difficile come il nostro la biblioteca era diventata, nel corso degli anni, un importante (nonché l’unico) centro di incontro culturale informale per molte persone, dagli studenti delle scuole medie e superiori, agli universitari, che usufruivano dell’ampia scelta di volumi comodamente collocati in scaffalatura aperta sino ai moltissimi utenti della sala periodici.
I nuovi orari penalizzeranno in particolar modo i ragazzi delle scuole, cioè coloro che sono all’inizio del loro cammino intellettuale poiché, andando a scuola al mattino, non potranno usufruirne per tre pomeriggi la settimana, e gli studenti universitari che non avranno un luogo idoneo, non rumoroso (come invece sono le nuove biblioteche) per leggere e studiare in modo continuativo vicino a casa senza dover andare in centro, con tutti i problemi a ciò connessi.
Chiediamo quindi il ripristino del vecchio orario di apertura ed abbiamo avviato una raccolta firme a riguardo.

  “Quelli della Marchesa”

C’era una volta…LA Biblioteca.

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“C’era una volta…” “Un re!” diranno subito i lettori. No: c’era una volta la biblioteca, luogo per definizione adibito alla raccolta dei libri. Da sempre, i frequentatori delle biblioteche pubbliche sono abituati ad avere a disposizione, oltre alle opere sui più disparati argomenti, anche uno spazio in cui godere di tali frutti delle penne dei più disparati scrittori.
Insomma, la biblioteca è un luogo - chi oserebbe negarlo? - di cultura: è un luogo che la cultura la fa, la aumenta, la propone, la crea.

Noi viviamo in un quartiere da sempre disagiato dal punto di vista economico, sociale e culturale: la Barriera di Milano, nella profonda zona di Torino Nord che si chiama Circoscrizione 6 e che vanta uno fra i più bassi livelli di scolarità del nostro bel capoluogo.
Nella nostra circoscrizione, da tempo per noi giovani immemore la Biblioteca Civica Cascina Marchesa è punto di riferimento per tutti coloro che vogliano accrescere la propria cultura: la grandissima quantità di libri in scaffalatura aperta, la disponibilità di una vastissima selezione di periodici e, da qualche tempo, l’accesso a internet la rendono ottimo avamposto per la formazione di cittadini pensanti. Ma tutto questo sarebbe quasi nulla se non ci fossero gli spazi ed i tempi adeguati alla lettura.

Per ciò che riguarda gli spazi, confesso che noi universitari abbiamo spesso e volentieri colonizzato la sala consultazione: utilizzando i nostri testi, sfruttavamo la biblioteca come fonte di testi alternativi, come luogo di riunione e, soprattutto, come isola di silenzio in cui studiare in pace, eventualmente confrontandosi con colleghi conosciuti in quello stesso spazio.

Per quanto invece riguarda i tempi… ecco che sorge il problema! La scorsa settimana, con un preavviso brevissimo, di pochi giorni, la biblioteca Marchesa, prima aperta quasi dodici ore al giorno, si è ritrovata con un orario dimezzato. E, con lei, la maggior parte delle biblioteche civiche torinesi. La Barriera di Milano si trova all’improvviso senza una biblioteca aperta a tempo pieno, ed anzi - diremo di più - senza la possibilità di fruire di alcuna biblioteca per gran parte delle ore di una settimana!

Spieghiamo: tutte - e ribadiamo tutte - le biblioteche torinesi ora sono chiuse il lunedì mattina, e la grande maggioranza ha orari parziali e comuni: lunedì, martedì e mercoledì mattina sono chiuse, come anche giovedì, venerdì e sabato pomeriggio. Insomma, se uno studioso - poniamo uno studente universitario od un semplice appassionato di un argomento qualsiasi - volesse dedicarsi un giorno intero allo studio senza andare a zonzo per la città non saprebbe più come fare.

Quando al Dott. Paolo Messina, Dirigente Coordinatore dei Servizi Bibliotecari del Comune di Torino, abbiamo chiesto il perché dell’orario comune per le diverse biblioteche, ha risposto che si è deciso così perché i torinesi possano più facilmente ricordare quali siano le ore d’apertura. Noi invece proponiamo che almeno tali ore siano complementari fra biblioteche vicine: per esempio, se la Marchesa un giorno apre la mattina e resta chiusa il pomeriggio, la Biblioteca Civica della Falchera e/o la nuova Biblioteca Civica Italo Calvino potrebbero restar chiuse il mattino per aprire il pomeriggio. Si garantirebbe in tal modo almeno una sorta di continuità del servizio che altrimenti è persa.

Chiaramente, da parte di molti studenti universitari di tutta la circoscrizione 6 (ed anche di una porzione di 7) la richiesta del ritorno all’apertura a tempo pieno della Marchesa non può esser facilmente accantonata: se è pur vero che, per la propria struttura, non può ospitare servizi culturali aggiuntivi (che peraltro riteniamo in qualche modo “accessori”, come possono essere laboratori multimediali, sale per incontri e per discussioni in lingue straniere… ), è anche vero che la nostra cara “cascina” è il luogo ideale per lo studio silenzioso.

Insomma, con queste riforme di orari, noi tutti fruitori assidui delle biblioteche civiche di Torino, ed in particolare della Biblioteca Civica Cascina Marchesa, ci troviamo senza un luogo idoneo e non rumoroso (come invece sono le nuove biblioteche) per leggere e studiare vicino a casa senza dover andare in centro, con tutti i problemi a ciò connessi (mezzi pubblici, posteggi a pagamento, tempo sprecato…) .

Concludiamo annunciando che il prima possibile avrà inizio una raccolta di firme da parte di noi studenti universitari in favore del ripristino dell’orario a tempo pieno della nostra cara “Marchesa”.

“Quelli della Marchesa”
(Katia A., Davide C., Donata D., Marco E., Marco F.,
Francesco G., Ombretta G., Claudio G., Yalda J.,
Filippa M., Rosaria M., Federica P., Alberto R., Fabrizio P.,
Silvia S., Rosario S.)

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