| J. – ¡Buenas tardes, Sr. Blanco!
B. – ¡Muy buenas, hijo! ¿Qué tal? J. – Bien, gracias. ¿Y usted? B. – Nada mal, no me puedo quejar… J. – Y Rebeca, ¿qué tal se encuentra en Italia? B. – Dice que bien. |
J. – Buona sera, Sig. Blanco!
B. – Buona sera, ragazzo! Come stai? J. – Bene, grazie. E lei? B. – Non c’è male, non mi posso lamentare… J. – E Rebeca, come si trova in Italia? B. – Dice bene. |
Cortesia
In spagnolo, come in italiano, fra persone non in confidenza ci si dà del lei. Si dice dunque:
- Usted: Lei
- Ustedes: Loro, Voi
Usted e Ustedes, preferenzialmente sempre maiuscoli, si possono abbreviare rispettivamente come Ud. e Uds. o Vd. e Vds.. Il verbo, come in italiano, si coniuga alla terza persona, singolare o plurale. Per il verbo Ser avremo allora:
- Usted es: Lei è
- Ustedes son: Loro sono
Mentre gli altri pronomi si possono omettere, a piacimento, Usted e Ustedes no: vanno sempre indicati: si dirà dunque:
¿Qué tal está Usted?: Come sta?
¿Me entiende Usted?: Mi capisce?
Usted está un poco sobrepeso… ¡tiene que adelgazar!: Lei è un po’ sovrappeso… Deve dimagrire!
Piccola curiosità: questo pronome deriva da “Vuesamerced”, corruzione di “Vuestra Merced”, “vostra Grazia”.
Presente de indicativo dei verbi della Primera conjugación (-AR)
Abbiamo già incontrato qualche verbo: per ora, soffermiamoci su quelli della I coniugazione.
Prendiamo allora il verbo amar, che da sempre è il più usato ;oP
- Yo amo: Io amo
- Tú amas: Tu ami
- Él ama: Egli ama
- Nosotros amamos: Noi amiamo
- Vosotros amáis: Voi amate
- Ellos aman: Essi amano
- (Ud. ama)
- (Uds. aman)
Accento
Avrai senz’altro già notato che in spagnolo si utilizza l’accento in modo più estensivo che in italiano. Ma quando si scrive e quando no?
Innanzi tutto, in linea di massima, nella stragrande maggioranza dei casi, per un italiano non è difficile intuire dove debba cadere un accento tonico in spagnolo. E questo ci toglie da molti impicci.
Di solito, ci si aspetta che l’accento tonico cada:
- sulla penultima sillaba nelle parole che terminano per vocale, n o s: le parole hombre (uomo), mujer (donna), medicina (medicina), margen (margine), vidas (vite), mundos (mondi) sono piane;
- sull’ultima sillaba se la parola termina per consonante (tranne n ed s): le parole amar (amare), comer (mangiare), paladar (palato), amistad (amicizia), maternidad (maternità), Universidad (Università) sono tronche.
Quando dunque l’accento tonico è prevedibile con questa semplice regoletta, non si segna alcun accento grafico.
In tutti gli altri casi, sì!
Dunque: colchón (materasso), cirugía (chirurgia), tío (zio), último (ultimo), lávalo (lavalo), inglés (inglese)… sono solo alcuni esempi.
C’è poi la piccola complicazione per la quale gli avverbi formati dall’aggiunta del suffisso -mente ad un aggettivo che necessiti l’accento lo richiedano anch’essi: un esempio è hábilmente (abilmente).
Vedi che esiste un solo tipo di accento (tilde), che graficamente è un accento acuto.
Come in italiano, l’accento è impiegato anche per distinguere parole uguali con distinto significato o funzione: él (egli) e el (il), tú (tu) e tu (tuo), qué (che, pronome interrogativo-esclamativo) e que (che, pronome relativo), etc…
Vocabolario
Adelgazar: Dimagrire
Amar: Amare
Amistad: Amicizia
Cirugía: Chirurgia
Colchón: Materasso
Comer: Mangiare
Encontrar: Trovare
Hijo, hija: Figlio, figlia. Spesso però il termine è usato da adulti ed anziani per rivolgersi ad altre persone con affetto (più o meno si può intendere come “ragazzo”, “giovanotto”)
Hombre: Uomo
Inglés: Inglese
Lavar: Lavare
Margen: Margine
Maternidad: Maternità
Medicina: Medicina
Mujer: Donna
Mundo: Mondo
Paladar: Palato
Quejar: Lamentare
Señor, Sr.: Signore, Sig.
Sobrepeso: Sovrappeso
Tío: Zio
Último: Ultimo
Universidad: Università
Vida: Vita
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