Se li abbandoni il bastardo sei tu!

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A Natale siamo tutti più buoni… e a ferragosto?

…A ferragosto non lo so, ma di certo il due d’agosto proprio no!
Oggi io e Donata, decisi a fare una passeggiata nel Canavese, appena usciti in auto da Rivarolo abbiamo visto un rallentamento e, nella corsia opposta, due cani di medie dimensioni che camminavano curiosi e spaesati… Oh, no… Non è possibile! Eppure ci è sembrato proprio che fossero stati lasciati, abbandonati al loro destino non certo molto fausto!

Subito Donata ha provato a telefonare al 334.105.10.30, ma è un numero al quale si possono mandare SMS per segnalazioni dall’Autostrada… Per il resto non sapevamo che cosa fare! Dopo esser tornati sui nostri passi facendo inversione in una rotonda, abbiamo cercato i due cani, ma ormai erano spariti… Speriamo in bene!

Dunque, approfitto di questo spazio per dire che cosa fare per segnalare animali abbandonati:
Banner dell'Editrice Sprea ull'abbandono degli animali

  • se si è sulla rete autostradale italiana, è possibile mandare un SMS al n° 334.105.10.30 dell’iniziativa “Io l’ho visto” di ProntoFido e Polizia Stradale, insieme ad Autogrill, Radio 105 e Radio Montecarlo: nel corpo del messaggio si devono indicare: ora dell’avvistamento; località e provincia; autostrada e direzione di marcia; altre informazioni eventualmente disponibili… ogni notizia in più aumenta la probabilità di salvare l’animale! (Non scrivete guidando e non accostate in corsia d’emergenza: o lo scrive un passeggero o aspettate di uscire alla più prossima area di servizio!) (Il servizio è attivo da metà luglio fino alla fine di agosto ed è esteso alla sola rete autostradale.)

    Banner Io l'ho visto

  • se invece non ci si trova in autostrada, si può telefonare ai Vigili del Comune di competenza oppure ai Carabinieri al 112. (La legge 281/91 obbliga ogni Comune a prelevare i cani abbandonati ed a curarli vietandone la soppressione!)

…Comunque, anche se non so se e quanto potrà servire, anch’io partecipo alla campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali in occasione delle partenze per le vacanze promossa dai blog Gattivity e Species pubblicando il banner che avete visto qui sopra e quello che dovrebbe poi essere sempre presente nella barra a sinistra.

“Una mosca a Betlemme”, di Francisco Cerro Chaves

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Vivi sempre con il cuore di Natale.

Una mosca veniva da molto lontano perchè voleva conoscere il Dio Bambino. Le avevano detto che, se si fosse posata sulla sua fronte, gli desse un bacio a nome di tutte le mosche della terra.

Il cammino che fece era molto lungo. Dopo aver volato molti chilometri, chiese della grotta di Betlemme alle mosche che incontrò. Le dissero che non ci andasse perchè nella capanna c’erano una mula ed un bue che stavano vicino al Bambino ed avevano pulci cattive.

Van Honthorst - Adorazione dei PastoriLei non si spaventò ed andò alla capanna. Si intrufolò in una finestra e vide il Bambino. Prima di posarsi sulla sua fronte per dargli un bacio, ci pensò su, perché vedeva come la mula ed il bue usavano le loro code affinché nessuna mosca si posasse sulla fronte del Bambino e lo svegliasse.

Questa mosca aveva molta paura che la mula od il bue le dessero con la coda un bel colpo. Ma in un momento in cui c’era calma nella Capanna e la mula ed il bue erano tranquilli, si posò sulla fronte del Bambino e gli diede un bacio. Contemplò Maria e Giuseppe da vicino e si sentì la mosca più felice del mondo.

Da: Francisco Cerro Chaves, “CUÉNTAME… PARA SER LIBRE“, Ed. Monte Carmelo, 2006.

L’autore di questo brano è Francisco Cerro, Vescovo di Coria-Cáceres, persona stimatissima
che ho conosciuto quando era Delegato alla pastorale giovanile di Valladolid.
Il traduttore del brano, invece, sono io, Alberto. Ho deciso di pubblicarlo qualche giorno fa, ma l’ho postdatato perché - se Dio vuole - ora mi dovrei trovare a Dublino: ci tenevo però ad inaugurare l’anno con un racconto dal libro di quella persona carina che io ricordo come Paco Cerro, racconto questo che così bene si rifà all’ambiente descritto dal Vangelo di
oggi, solennità di Maria SS. Madre di Dio.

In ogni caso, ancora TANTI AUGURI DI BUON ANNO!!!

Arturo e Kiwi… Godi, popolo!

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Bellissimi sono i brevi, corti..metraggi animati mandati in onda sulle reti Rai i cui protagonisti sono Arturo e Kiwi, un mastino napoletano ed un kiwi (neozelandese) all’opera nella realizzazione di ricette della tradizione culinaria italiana non rivisitata, - come si trova scritto sul sito della Rai - ma raccontata e mostrata dai due protagonisti con ironia e ritmo sostenuto.
Tra battute, caratterizzazioni e tormentoni demenziali, la serie è un perfetto mix di comicità e arte culinaria in grado di affascinare bambini e adulti, che stimolerà a cucinare insieme cibi sani e di semplice esecuzione, per mangiare correttamente e con gusto
.

Purtroppo, la Rai sta togliendo tutti i clip presenti su YouTube dei due animali cuochi. Qui vi posto gli ultimi due che sembrano resistere online: vedremo la ricetta della Torta di noci al cioccolato e quella degli Spaghetti alle vongole. Uno più bello dell’altro!

Se vi piacciono, potete trovare qualcosina di più direttamente sulla pagina dedicata a questi simpatici personaggi nel sito della Rai: cliccate qui!

 

= Torta di noci al cioccolato =

 

= Spaghetti alle vongole =

Sui cani e sulle persone.

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Non ho saputo resistere a pubblicare questa presentazione, che non è mia, ma che ho trovato una fra le più carine di quelle presenti sul sito che ho appena suggerito. Bellissima! (Vorrei un cane!!!)

Natividad el perro (Giornalismo: la notizia si FA o si DA?)

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Da qualche giorno girano mail di (consuetamente) allarmanti catene, stavolta su arte disumana: si dice che un artista, tale Habacuc Vargas, abbia esposto in un museo nicaraguense un cane legato lontano da cibo ed acqua, fino a farlo morire.Il cane Natividad

Ovviamente, diverse testate son cadute nel trabocchetto (come pere cotte), senza neppur verificare, o quanto meno senza citare esplicitamente la versione ufficiale comparsa sul sito del museo ospitante la collezione dell’artista “incriminato”: un esempio per tutti sia La Stampa, che in una pagina della sua sezione “La Zampa” ha pubblicato un articolo di denuncia.

Un articolo di Adnkronos (verosimilmente tradotto dall’inglese, dunque traduzione di traduzione) supporterebbe tale versione dei fatti.

Secondo il sito ufficiale della Galleria di Arte Contemporanea “Codice” di Managua, invece, le cose starebbero diversamente: ecco il chiarimento della Direttrice della Galleria pubblicato nella Home page, e la sua traduzione da me curata:

ACLARACION DE
GALERIA CODICE
.
Managua, 19 de octubre.

Galería Códice desde su creación en 1991, ha promovido las artes visuales centroamericanas, pero especialmente las nicaragüenses, tanto en el nivel nacional, como en el regional e internacional. En Códice han expuesto grandes maestros centroamericanos, así como artistas consolidados y emergentes. Los lenguajes contemporáneos del arte universal también han tenido espacio en Códice, por lo que periódicamente acoge muestras de arte conceptual.

Con ese espíritu, el jueves 16 de agosto recién pasado se presentó Exposición No.1, del artista costarricense, Guillermo Vargas, conocido artísticamente como HABACUC. Uno de los trabajos expuestos consistió en presentar a un perro famélico que Habacuc recogió de la calle, y durante la exposición aparecía amarrado con una cuerda de nylon, que a su vez estaba sujeta a otra cuerda que pendía de dos clavos en una esquina de la Galería. Habucuc nombró al perro “Natividad” en homenaje al nicaragüense Natividad Canda (24 años) quien murió devorado por dos perros Rottweiler en un taller de San José, Costa Rica, la madrugada del jueves 10 de noviembre de 2005.

El perro permaneció en el local tres días, a partir de las 5 de la tarde del miércoles 15 de agosto. Estuvo suelto todo el tiempo en el patio interior, excepto las 3 horas que duró la muestra, fue alimentado regularmente con comida de perro que el mismo Habucuc trajo. Sorpresivamente, al amanecer del viernes 17, el perro se escapó pasando por las verjas de hierro de la entrada principal del inmueble, mientras el vigilante nocturno quien acababa de alimentarlo limpiaba la acera exterior del mismo.

La Galería Códice se reserva el derecho de velar por la calidad de los trabajos expuestos, respetando en todo momento la creatividad del artista y jamás ha pretendido ejercer ningún tipo de censura, siempre y cuando no atenten contra los principios elementales de la ética y mucho menos que impliquen la vida de un ser viviente, sea humano o animal. Yo pensaba quedarme con “Natividad”, pero él prefirió retornar a su propio habitat. Celebro el que tantas personas en el nivel internacional se hayan mostrado molestas por las declaraciones brindadas por Habacuc, en las que sostenía que su intención era dejar morir al perro de inanición, lo que es de su absoluta responsabilidad. Al cumplir con informar la verdad de los hechos, espero que todas esas mismas personas hayan elevado también su voz de repudio cuando Natividad Canda fue devorado por los Rottweiler.

Atentamente,

Juanita Bermúdez

Directora Galería Códice

Managua, Nicaragua

CHIARIMENTO DELLA
GALLERIA CODICE
.
Managua, 19 ottobre.

La Galleria Codice, fin dalla sua creazione nel 1991, ha promosso le arti visuali centroamericane, e specialmente quelle del Nicaragua, sia a livello nazionale sia regionale ed internazionale. A Codice hanno esposto grandi maestri centroamericani, così come artisti affermati ed emergenti. Anche i linguaggi contemporanei dell’arte universale hanno avuto un loro spazio a Codice, giacché periodicamente accoglie mostre di arte concettuale.

Con questo spirito, lo scorso gioved¡ 16 agosto si presentò l’Esposizione No.1 dell’artista costaricano Guillermo Vargas, conosciuto artisticamente come HABACUC. Uno dei lavori esposti consisteva nella presentazione di un cane affamato che Habacuc aveva raccolto dalla strada, e che durante l’esposizione appariva legato con una corda di nylon, a sua volta saldata ad un’altra corda che pendeva da due chiodi in un angolo della Galleria. Habacuc chiamò il cane “Natividad”, in omaggio al nicaraguense Natividad Canda (24 anni), morto divorato da due cani Rottweiler in un laboratorio di San José, in Costa Rica, la mattina del giovedì 10 novembre 2005.

Il cane restò nel locale tre giorni, a partire dalle 5 del pomeriggio del mercoledì 15 agosto. E’ rimasto slegato nel cortile interno per tutto il tempo, tranne durante le tre ore di apertura della mostra, ed è stato alimentato regolarmente con il cibo per cani che lo stesso Habacuc portava. Di sorpresa, il cane scappò all’alba del venerdì 17, passando fra le barre di ferro dell’entrata principale dell’edificio, mentre il vigilante notturno che gli aveva appena dato da mangiare stava pulendo il marciapiede esterno dello stesso.

La Galleria Codice si riserva il diritto di vegliare sulla qualità dei lavori esposti, rispettando in ogni momento la creatività dell’artista e mai ha preteso esercitare alcun tipo di censura, sempre che [i lavori stessi] non pregiudichino i principi elementari di etica ed ancor meno giochino sulla vita di un essere vivente, sia umano o animale. Io pensavo di tenere “Natività” con me, però lui ha preferito ritornare al proprio habitat. Sono contenta che tante persone a livello internazionale si siano mostrate contrariate per le dichiarazioni rilasciate da Habacuc, nelle quali sosteneva che la sua intenzione era lasciar morire di inedia il cane, fatto questo di sua assoluta responsabilità. Con l’aver fatto luce sulla verità dei fatti, spero che tutte queste stesse persone abbiano alzato le loro voci di dissenso anche quando Natività Canda fu divorato dai Rottweiler.

Cordiali Saluti,

Juanita Bermúdez

Direttrice della Galería Códice

Managua, Nicaragua

(Gli a capo ed i grassetti sono miei. Ringrazio Federica per la segnalazione e Gaetano e Kassowitz del forum de La Zampa per le indicazioni di Adnkronos e del sito ufficiale.)

Sarà vero ciò che dice Juanita Bermudez? O forse è solo una copertura? E perché allora, in ogni caso, non si è menzionata la fonte ufficiale? Insomma: credere o non credere alle fonti ufficiali? E credere o non credere a ciò che riportano i giornali? Ai posteri l’ardua sentenza.

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