“Una mosca a Betlemme”, di Francisco Cerro Chaves

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Vivi sempre con il cuore di Natale.

Una mosca veniva da molto lontano perchè voleva conoscere il Dio Bambino. Le avevano detto che, se si fosse posata sulla sua fronte, gli desse un bacio a nome di tutte le mosche della terra.

Il cammino che fece era molto lungo. Dopo aver volato molti chilometri, chiese della grotta di Betlemme alle mosche che incontrò. Le dissero che non ci andasse perchè nella capanna c’erano una mula ed un bue che stavano vicino al Bambino ed avevano pulci cattive.

Van Honthorst - Adorazione dei PastoriLei non si spaventò ed andò alla capanna. Si intrufolò in una finestra e vide il Bambino. Prima di posarsi sulla sua fronte per dargli un bacio, ci pensò su, perché vedeva come la mula ed il bue usavano le loro code affinché nessuna mosca si posasse sulla fronte del Bambino e lo svegliasse.

Questa mosca aveva molta paura che la mula od il bue le dessero con la coda un bel colpo. Ma in un momento in cui c’era calma nella Capanna e la mula ed il bue erano tranquilli, si posò sulla fronte del Bambino e gli diede un bacio. Contemplò Maria e Giuseppe da vicino e si sentì la mosca più felice del mondo.

Da: Francisco Cerro Chaves, “CUÉNTAME… PARA SER LIBRE“, Ed. Monte Carmelo, 2006.

L’autore di questo brano è Francisco Cerro, Vescovo di Coria-Cáceres, persona stimatissima
che ho conosciuto quando era Delegato alla pastorale giovanile di Valladolid.
Il traduttore del brano, invece, sono io, Alberto. Ho deciso di pubblicarlo qualche giorno fa, ma l’ho postdatato perché - se Dio vuole - ora mi dovrei trovare a Dublino: ci tenevo però ad inaugurare l’anno con un racconto dal libro di quella persona carina che io ricordo come Paco Cerro, racconto questo che così bene si rifà all’ambiente descritto dal Vangelo di
oggi, solennità di Maria SS. Madre di Dio.

In ogni caso, ancora TANTI AUGURI DI BUON ANNO!!!

“Sul cammino per Betlemme”, di Francisco Cerro Chaves

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Camminare verso Betlemme
è trovare il senso della vita.

Sul cammino per Betlemme camminava una mula che si chiamava Manuela. Era vecchia, ma le avevano detto che Dio stava per nascere in una povera stalla di Betlemme. Avanzò per tutto il cammino saltando e correndo. Andava molto contenta perchè desiderava vedere com’era Dio.

Man mano che si avvicinava a Betlemme, tutti guardavano la vecchia mula. Non la lasciarono entrare in nessuna casa. Per questo dovette andare nei dintorni di Betlemme e si rifugiò in una grotta. Nevicava e faceva molto freddo. La notte era molto bella. Era già notte inoltrata quando vide che in quella grotta stava cercando rifugio una donna incinta accompagnata da un uomo. La mula voleva riscaldarli con il suo alito.

A mezzanotte, nacque il Bambino. La mula era in prima fila. Era un Bambino bellissimo. Aveva freddo. E con il suo alito, lei cercava di riscaldare quel corpicino tanto piccolo che tremava di freddo. La mula era felice. Tanto vecchia com’era, aveva visto Dio fatto Bambino a Betlemme.

Da: Francisco Cerro Chaves, “CUÉNTAME… PARA SER LIBRE” Ed. Monte Carmelo, 2006.

L’autore di questo brano è Francisco Cerro, Vescovo di Coria-Cáceres, persona stimatissima
che ho conosciuto quando era Delegato alla pastorale giovanile di Valladolid.
Il traduttore, invece, sono io, Alberto.

“Si accende una luce all’uomo quaggiù…

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… Presto verrà tra noi Gesù. Vegliate: lo Sposo non tarderà, se siete pronti vi aprirà.”

Ho scelto l’inizio di un canto ormai tradizionale nella nostra Parrocchia per porgere a tutti coloro che passassero per questo mio spazio virtuale i più calorosi AUGURI DI BUON AVVENTO e, ovviamente, di buon anno liturgico.

Personalmente, ho avuto la fortuna di celebrare questa domenica in maniera un poco particolare, perché è stata la “Festa della Riconciliazione”, ossia la Prima Confessione dei bambini del catechismo che seguo dall’anno scorso.

Dunque, nel Vangelo oggi proposto dalla liturgia del nascente anno A Gesù ci dice: “«Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà» (Mt 24, 44).

Capita allora a fagiolo la lettura del Vangelo scelta per i bimbi appena confessati: Gesù gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. […] Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto» (Lc 19,5-10).

Davvero fra quattro settimane, se siamo stati capaci almeno di metterci in cammino e muovere un solo passo verso chi viene a noi, potremo avere un’occasione in più per lasciare a Gesù un posticino nel nostro cuore, dandogli modo di poter nascere -veramente- nelle nostre vite.

Allora, tantissimi auguri di buon cammino d’Avvento! (… E buona domenica!) Vi lascio con un brano del gruppo cristiano spagnolo Brotes de Olivo (Germogli d’Ulivo), qui interpretato e reinterpretato dal Coro Diocesano Joven di Valladolid. Si intitola “En mi debilidad”, “Nella mia debolezza”: è un canto che prende spunto da 2Cor. 12, 9-10 , con parole semplicissime ma che si fissano bene nella mente:

En mi debilidad
me haces fuerte,
en mi debilidad me
haces fuerte.
Sólo en tu amor
me haces fuerte,
sólo en tu vida
me haces fuerte.
En mi debilidad
te haces fuerte en mi.
 
 

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Nella mia debolezza
mi fai forte,
Nella mia debolezza
mi fai forte.
Solo nel tuo Amore
mi fai forte,
solo nella tua vita
mi fai forte.
Nella mia debolezza
Ti fai forte in me.
 

“Preghiera alla Trinità” di S. Agostino

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Signore mio Dio, unica mia speranza, fa’ che stanco non smetta di cercarTi, ma cerchi il Tuo volto sempre con ardore.

Riflessi di Vetrata.Dammi la forza di cercare, Tu che ti sei fatto incontrare e mi hai dato la speranza di sempre più incontrarTi. Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa. Davanti a Te sta la mia scienza e la mia ignoranza: dove mi hai aperto, accoglimi al mio entrare; dove mi hai chiuso, aprimi quando busso. Fa’ che mi ricordi di Te, che intenda Te, che ami Te. Amen!

Da: Sant’Agostino, De Trinitate.

“Dio e i biscotti” di Bruno Ferrero

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Una mamma si preoccupava di fondare le basi della vita morale del suo bambino, approfittando della «sparizione» di alcuni dolci conservati nella credenza del salotto.
«Lo sapevi che quando hai rubato la tortina, Dio era lì con te, anche se io non vedevo?».
«Certo» fece il bambino annuendo vigorosamente.Biscotti!
Ma i dolci continuarono a sparire. Pazientemente la mamma riprese:
«Lo sapevi che in quel momento Dio ti vedeva?».
«Certo».
«E che cosa pensi che ti abbia detto, mentre tu rubavi il dolce?».
«Mi ha detto: Qui ci siamo soltanto io e te, prendine due!».

Aveva ragione il bambino, naturalmente. Dio non fa la guardia a niente, neanche ai cimiteri dove molti lo hanno relegato. E dovendo scegliere tra i biscotti e me, senza ombra di dubbio Dio sceglie me.
Quante «maschere» vengono affibbiate a Dio da educatori che hanno tanta buona volontà?
Chi in seguito libererà i bambini da immagini di un Dio «guardone», giudice terribile o Babbo Natale? Altri, la maggioranza, hanno semplicemente scelto il silenzio.
Un tempo si diceva che i due argomenti tabù tra genitori e figli fossero il sesso e Dio. Oggi è rimasto solo Dio.
Gesù, nel Vangelo, si arrabbia molto con quelli che impediscono ai bambini di avvicinarsi a lui: «Lasciate che i bambini vengano a me».

Da: Bruno Ferrero, “CATECHISMO CON I FIGLI? SÌ PER PIACERE!”, Elledici, 2004.

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