“Introduzione a ‘La gnosi delle fanfole’” di Fosco Maraini

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Signori, potrei dire, eccovi alcuni esperimenti di poesia metasemantica.
Per millenni il procedimento principe seguito nella formazione e nell’arricchimento del patrimonio linguistico è stato questo: dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, trovare suoni che dessero loro foneticamente corpo e vita, che li rendessero moneta del discorso….
Signori, potrei dire, eccovi alcuni esperimenti di poesia metasemantica.
Per millenni il procedimento principe seguito nella formazione e nell’arricchimento del patrimonio linguistico è stato questo:
dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, trovare suoni che dessero loro foneticamente corpo e vita, che li rendessero moneta del discorso….
Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico, avviene proprio il contrario. Proponi dei suoni e attendi che il tuo patrimonio d’esperienze interiori, magari il tuo subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. E’ dunque la parola come musica e come scintilla…Il linguaggio, salvo rari casi, mira ai significati univoci, puntuali, a centratura precisa. Nel linguaggio metasemantico invece le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici, a cromatismi polivalenti, a fenomeni di fecondazione secondaria, a improvvise moltiplicazioni catalitiche nei duomi del pensiero, dei moti più segreti.
Il lettore non diviene solo azionista del poetificio, ma entra subito a far parte del consiglio di gestione e deve lui, anche, provvedere alla produzione del brivido lirico. L’autore più che scrivere, propone. Se è riuscito nel suo intento, può dire di avere offerto un trampolino, nulla più.

Da: Fosco Maraini, INTRODUZIONE A ‘LA GNOSI DELLE FANFOLE‘”, Baldini&Castoldi, 1994.

“Bottiglie” di Fosco Maraini

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Non siamo tutti simili a bottiglie
ripiene di ricordi e cronicaglie?

Bistròccoli, fruschelli, filaccetti
ricolmano le pance trasparine,
fanfàggini, birìllidi, nulletti
s’asserpano in ghirlande cilestrine…

Se scuoti la bottiglia sgrengoluta
risorgono megoni e gastrifèmi,
rispuntano tra mèmmola grognuta
nascosti vercigogni e schifilemi.

Talvolta vedi invece lumigenti
miriàgoli, trigèridi, fernuschi,
e piangi su gavati struggimenti
finiti coi patassi tra i rifiuschi.

Non tornano a rivivere le facce
d’amici e d’amorilli luscherosi?
Risplòdono le voci, le morcacce
d’incontri cuspidiali e trucidiosi!

Poi un giorno la bottiglia si tracassa,
il vetro si sbiréngola nel sole
in croccherucci verdi, in patafrassa,
tra l’erbe cucche e cionche di pagliòle.

Ahi dove sono allora i gaviretti,
i nobili tracordi, i rimembrilli,
i càccheri, gli smèrmidi, i frulletti,
i mòrfani, gli sghèfani gentili?

Sdrafànico mistero di bottiglia
bottiglia di sdrafànico mistero.

Da: Fosco Maraini, LA GNOSI DELLE FANFOLE, Baldini&Castoldi, 1994.

“L’infinito” di Giacomo Leopardi

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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco Continua a leggere… »

Citazioni e Brani.

Stralci Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Ciao!

Come già avevo provato tempo fa, riparto col mio progetto di pubblicare parti di quei libri, articoli, discorsi, e testi che più mi piacciano, o che più possano essere utili per diletto o per interesse.

Tutti i testi saranno identificabili dal titolo (preceduto e seguito dalle virgolette ” “ ) e soprattutto saranno ricercabili, oltre che con la funzione di ricerca posta nella barra in alto, anche come categorie, qui a lato: tutti saranno catalogati come Stralci, e poi suddivisi in Letteratura, Citazioni, Articoli, Religione, Poesia, etc…

L’idea è nata durante le mie ore di studio in biblioteca: nei momenti di stanchezza o di noia, come svago, è abitudine mia e dei miei amici alzarci e sfogliare qualche libro o qualche rivista che - “così”, “damblé” - ci catturi l’attenzione. Ovviamente, catturare l’attenzione solo con un dorso di libro ed un titolo è cosa difficile, eppure la nostra amica carta spesso lo consegue.

Allora, queste pagine saranno appunto come quelle passeggiatine in biblioteca: guidate soprattutto dalla casualità verso la lettura di brani casuali di libri quasi casuali.
In effetti, ora il “quasi” è d’uopo: desidero qui pubblicare solo quei testi che consiglierei di leggere, o almeno di sfogliare più attentamente in biblioteca o in libreria. Spesso prediligerò libri pubblicati da molto tempo e magari non più facilmente trovabili: il giretto sotto casa può allora diventare una piccola caccia al tesoro. Il lettore interessato cercherà nelle librerie e nelle biblioteche fino ad incontrare il volume che lo interessa!

Vorrei inoltre utilizzare questo mio spazietto anche per far conoscere libri dei quali non conosco una traduzione italiana: allora, a volte pubblicherò la traduzione di una paginetta di libri in spagnolo od in inglese (visto che il traduttore sarei io stesso… chissà che, forse, qualche volta azzarderò traduzioni da francese, portoghese e latino… ma non garantisco!).

Saranno presenti, però, anche stralci da pagine internet: la passeggiata si può ampliare un po’, no?

Sono a conoscenza della questione dei diritti d’autore.

Ma chiedo fin d’ora comprensione. Una paginetta (ossia un brano di una pagina, due al più) non è poi grande cosa in confronto ad un libro: è, alla fine, poco più di un bigliettino dei Baci Perugina. Ma quanto più significativo può essere uno stralcio di un buon libro in confronto?

Ecco, vedo queste pagine come un piccolo servizio anche agli scrittori, di fama più o meno grande: qui voglio solo stuzzicare la curiosità dei lettori e far loro venire quell’appetito che li spinga a cercare i libri che reputa interessanti, comprarli o prenderli in prestito in biblioteca.

Un’altra cosa che mi spinge in quest’opera è pubblicare parti di libri che la maggioranza della persone ignora perché ormai vecchiotti: forse che le opere degli antichi han perso qualcosa della loro arte, poesia o veemenza con il tempo? No di certo. E dunque anche questo sarebbe un piccolo servizio alla letteratura: rispolverare libri che giacciono addormentati da decenni nelle cantine o nelle biblioteche ma che questa sorte certamente non meritano.

Inoltre, vorrei richiamare l’attenzione anche sul fatto che questo mio lavoro è del tutto volontario e non remunerato. Richiamo questa stessa motivazione anche per chiedere venia ai lettori qualora vi fossero periodi molto lunghi fra una pubblicazione e la successiva.

Infine, piccola nota tecnica: con il tempo spero di poter dare miglior sistemazione grafica ai testi, ma per ora… ci accontentiamo!

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