Errore in Dolphin

Informatica Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Kubuntu Hardy HeronFinalmente sono approdato alla versione 8.04 di Kubuntu, Hardy Heron! …Ma, cambiata versione di sistema operativo, l’inaugurazione mi riserva nuovamente un saluto particolare: un errore in Dolphin.

Appena installato l’“Airone Ardito”, già si nota il bug: passando con il mouse su un file html, compare questo messaggio d’errore:

Il file delle voci del desktop
/usr/share/apps/d3lphin/servicemenus/amarok_addaspodcast.desktop
ha una voce di menu non valida
addAsPodcast.
The desktop entry file
/usr/share/apps/d3lphin/servicemenus/amarok_addaspodcast.desktop
has an invalid menu entry
addAsPodcast.

…che si presenta più o meno così:

Errore Add as Podcast in Kubuntu 8.04 Hardy Heron

L’errore, già presente nella versione beta della distribuzione, è facilmente risolvibile da terminale (Konsole):

$ sudo cp /usr/share/apps/konqueror/servicemenus/amarok_addaspodcast.desktop /usr/share/apps/d3lphin/servicemenus/amarok_addaspodcast.desktop


Fonti e siti utili:
Vedere i thread: https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/dolphin/+bug/204741 e https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/dolphin/+bug/199393

Un tasto menu anche per Linux-KDE

Informatica Non ci sono commenti: lascia il tuo! »
Tasto Win Chiunque abbia imparato la familiarità con il computer grazie allo zio Bill (ossia attraverso Microsoft Windows®) ed ora sia passato a GNU/Linux si ritrova con il cruccio di avere un tasto pressoché inutilizzato: il tasto Super, alias il famigerato tasto Win, alias tasto della bandierina, alias bottone di avvio, alias… chi più ne ha più ne metta.
Che fare?
Molti veri linuxiani lo hanno riimpostato affinchè compaia una finestra di terminale, ma a noi novelli, così abituati a far comparire il menu di Win, questa soluzione proprio non piace.
Linux Konsole (Terminale in KDE)

Io uso KDE (v. 3.5), dunque per far partire un terminale Konsole ho un bel po’ di opzioni:

  • se sono in una cartella qualsiasi mi basta fare F4
  • altrimenti:
    - o Alt+F2 per lanciare “Esegui comando” e scrivere “Konsole
    - o -meglio ancora- Alt+Barra spaziatrice per lanciare Katapult e scrivere le prime lettere “Kon“…
KDE logo Invece, come fare per aprire il “menu di avvio”, o meglio “Menu K” di KDE? (Senza usare xbindkeys.)

Dunque, aprite un terminale e digitate quanto segue (io lavoro con Kubuntu, e per queste cose credo sia meglio utilizzare i privilegi di Root):

$ cd ~
$ sudo xmodmap -pke > .xmodmap

Quindi, aprite il file appena creato con il vostro di editor di testo preferito:

$ sudo kate .xmodmap

Portatevi quindi alla riga che comincia con “keycode 115” e modificatela affinché diventi così:

keycode 115 = ISO_Level3_Shift

Se la stringa “ISO_Level3_Shift” è presente anche in altri keycodes diversi dal 115, cancellatela: nel mio caso, era già presente nei keycodes 113 e 124, che pertanto diventano righe così:

keycode 113 =
keycode 124 =

Se ci fermassimo ora, ci sarebbe un problema: altri tasti non funzionerebbero a dovere. Per esempio, a me ed ad altri utenti il tasto Alt-Gr non funzionava più, impedendo la scrittura di caratteri speciali come la chiocciola at delle email @, il cancelletto #, alcune parentesi [, ], {, }, etc…

Dunque, ripescando in giro per la rete le funzioni predefinite dei tasti (consiglio la pagina di “Appunti di informatica libera” http://a2.pluto.it/a2287.htm), ecco che reimpostiamo una o più stringhe:

keycode 109 = Control_R
[…]
keycode 113 = Mode_switch
keycode 114 =
keycode 115 = ISO_Level3_Shift
keycode 116 = Multi_key
keycode 117 = Menu
[…]
keycode 124 =

Ora si deve chiudere l’editor di testo, e, ritornati in konsole, si deve rendere effettivo il nuovo layout:

$ sudo xmodmap .xmodmap

Bene, a questo punto per finire bisogna dire a KDE di “riconoscere” il nuovo tasto eseguendo i seguenti passi:

Impostazioni di sistema –> Lingua & Localizzazione –> Mappatura della tastiera –> Opzioni Xkb –> Abilita le opzioni Xkb –> Selettori di terzo livello –> Premi il tasto Win di sinistra per scegliere il terzo livello.

(Accipicchia: io ho un laptop con un solo tasto Super a sinistra, e, visto che abilitare come selettori di terzo livello entrambi i possibili tasti Win mi dava problemi, non posso dirvi se funziona tale scelta. Di sicuro tutto funge volendo abilitare solo il Super di sinistra.) Tasti Linux (con Tux!)

Impostazioni di sistema –> Tastiera e Mouse –> Scorciatoie della tastiera –> Schemi scorciatoie –> Pannello –> Mostra menu di esecuzione.

…E con ciò, avrete un tasto nuovo fiammante da poter ricominciare ad utilizzare!

Menu K di KDE 3.5

 

 

Fonti e siti utili:

KDE logo

Come creare e pubblicare una slideshow in Youtube (a costo zero).

Informatica 2 commenti »

In questo post cercherò di spiegare la mia lunga strada per pubblicare una presentazione (slideshow) su YouTube, lavorando con programmi gratuiti (software free, closed e/o open source) in ambiente GNU/Linux (personalmente, uso Kubuntu 7.10 Gutsy Gibbon).

L’idea di base per realizzare questo progetto consiste nel seguire i seguenti passi:Logo di YouTube

  1. installare tutto l’occorrente ;oP
  2. creare una lista di immagini,
  3. creare il video,
  4. caricare il video su YouTube.

Pronti?

1. Preparazione.

Cominciamo installando un po’ di programmi, alcuni utili in sé, altri per soddisfare le dipendenze di dvd-slideshow, il programma che più ci servirà:

sudo apt-get install mjpegtools sox imagemagick ffmpeg dvdauthor

… conosciamoli almeno un po’:

  • I tools Mjpeg (http://mjpeg.sourceforge.net/) sono un set di strumenti per Linux che permettono registrazione, modifiche semplici (editing copia-incolla), compressione e riproduzione di video MPEG. Permettono anche la produzione di forme speciali di flussi MPEG come VCD (Video CD) e SVCD. Una caratteristica importante degli mjpegtools è l’interoperabilità con altri tools video.
  • SoX (http://sox.sourceforge.net/) si autodefinisce il coltellino svizzero dei programmi di editing audio: è una potente utility da riga di comando che può convertire da e a diversi formati di file audio, con la possibilità di applicarvi alcuni effetti.
  • ImageMagick (http://www.imagemagick.org/) è una suite di programmi per creare, modificare e comporre immagini bitmap che supporta oltre 100 formati (GIP, JPG, PDF, PNG, TIFF, Postscript, SVG, DPX,…): con ImageMagick è possibile ruotare, ribaltare, spostare, scalare, trasformare immagini, variarne i colori ed applicarvi vari filtri. È possibile scaricare il programma già compilato per i principali sistemi operativi (sistemi Unix-like, Mac OS X, Microsoft Windows)
  • Dvdauthor (http://dvdauthor.sourceforge.net/), infine, è un set di strumenti per l’authoring di DVD: per ora può solo scrivere su DVD un flusso MPEG, ma il suo scopo per il futuro è di permettere la creazione di menu, bottoni, capitoli, etc…
  • FFmpeg (http://ffmpeg.mplayerhq.hu/) è una collezione software utile per registrare, convertire e riprodurre flussi audio e video in vari formati. Include libavcodec, una libreria per la codifica audio/video utilizzata anche da diversi altri programmi, e libavformat, una libreria con strumenti di mux/demux per i formati audio/video. FFmpeg è sviluppato su Linux, ma può essere compilato ed eseguito sui principali sistemi operativi.

Installiamo ora dvd-slideshow: è un programma in grado di generare una presentazione video con menu a partire da una lista di immagini e di tracce audio presenti in una cartella, con l’aggiunta di alcuni effetti (fade, crop, scroll, Ken Burns,…). La versione presente sui repository Ubuntu - non so perché - da errore durante la conversione della traccia audio del filmato che stiamo creando: scarichiamo ed installiamo dunque il programma direttamente dal sito SourceForge: http://dvd-slideshow.sourceforge.net .

Scarichiamo dunque il pacchetto DEB (ma sono disponibili anche il pacchetto RPM ed i sorgenti TAR.GZ): potremo installarlo semplicemente cliccandoci sopra o, da riga di comando, con:

sudo dpkg -i pacchetto_file.deb

2. Creazione della lista delle immagini.

Dunque, quando è tutto installato, ci si può muovere alla cartella contenente le immagini: per semplicità opereremo solo lì, così non ci si perde… ;oP

Nell’esempio, creeremo una slideshow di 5 immagini:

Contenuto della Directory Pippo

Qui, diamo il comando:

dir2slideshow -n ‘Nome_del_File’ -t 7 -c 1 -notitle ./

La sintassi è:

dir2slideshow [-o <output_directory>] [-t time_per_picture] [-c duration] -n slideshow_name [-T] [-M] [-s subtitle_text] [-notitle] <directory>

[-o output_directory]
Indirizzo della directory di output. Se omesso, è impiegata la directory corrente.

[-t time_per_picture]
Numero intero di secondi di durata della visualizzazione della singola immagine. Di default, è impostato a 5 secondi.

[-c duration]
Crea un crossfade fra ogni immagine della durata (in secondi) che qui impostiamo.

[-b background.jpg]
Usa l’immagine background.jpg come sfondo per la presentazione. Di default lo sfondo è nero.

-n slideshow_name
Il nome della slideshow, che sarà impiegato nella prima slide (del titolo) e per assegnare il nome al file di output.

[-notitle]
Non crea la slide del titolo.

<directory>
La cartella dove si trovano le immagini di input.

Il file di output sarà questo, per esempio:

background:0::black
fadein:1
./0001.jpg:7
crossfade:1
./0002.jpg:7
crossfade:1
./0004.jpg:7
crossfade:1
./0005.jpg:7
crossfade:1
./0008.jpg:7
fadeout:1
background:1

Ovviamente, è possibile editare il file per cambiare le singole durate, cambiare l’ordine delle immagini.

3a. Creazione del file video.

Ora, facciamo creare il file video vero e proprio (un file VOB) a dvd-slideshow (che contestualmente creerà anche un file XML):

dvd-slideshow -n ‘Nome_della_Slideshow’ -o ./Cartella_di_Output/ -a ./File_Musicale.ogg -mp2 -p -f ./Nome_del_File.txt

Qui la guida del programma fornita con l’opzione -help è particolarmente ricca: sfruttatela!
Comunque, la sintassi e le opzioni principali sono:

dvd-slideshow [-n <slideshow_name>] [-o <output_directory>] [-b <background_jpeg>]
[-a <audio_file1> -a <audio_file2> … -a <audio_fileN>]
[-p] [-L | -H] [-mp2] [-r] [-smp] -f input_file.txt

[-n slideshow_name]
Nome del file della presentazione.

[-o <outupt directory>]
Nome della cartella di destinazione dei file .vob e .xml di dvdauthor. Di default, è utilizzata la directory corrente.

[-a <audio file>]
File audio (uno o più susseguenti) in esecuzione come sottofondo alla presentazione. Il flusso audio sarà eventualmente sfumato alla fine del video. È possibile passare file Mp3, Ogg o Wav.

[-mp2]
Usa la compressione audio MP2 invece del default, che è AC3. AC3 sembra essere compatibile con un numero maggiore di player DVD hardware standalone… ma - ehm…non so perché… - a me a problemi proprio in fase di codifica. Per i nostri scopi, va più che bene MP2.

[-p]
Restituisce un file di output PAL invece che in formato NTSC (che sarebbe l’opzione predefinita)..

[-L]
Crea un video a bassa qualità (metà della risoluzione, diminuita qualità delle transizioni): è un’opzione utile a scopo di debugging, per risparmiare un bel po’ di tempo.

[-r]
Ritaglia automaticamente (auto-crop) le immagini orizzontali affinchè possano riempire l’intera dimensione dello schermo.

-f input_file.txt
Il file di input, che può essere creato a mano, ma che nel nostro caso è quello generato da dir2slideshow.

Nella cartella di destinazione, ecco che ci ritroviamo con il nostro filozzo Nome_della_Slideshow.vob, che già potremo vedere così com’è. Soddisfatti?

3b. Conversione del file VOB ad AVI.

Bene, ora, visto che YouTube accetta solo video nei formati AVI, MOV, WMV e MPEG, dobbiamo convertire il file VOB in un file AVI, e lo facciamo con ffmpeg.

ffmpeg -i Nome_della_Slideshow.vob -f avi -vcodec mpeg4 -maxrate 1500 -b 700 -qmin 3 -qmax 5 -bufsize 4096 -g 300 -acodec mp3 -ab 192 out.avi

Anche in questo caso la guida alle opzioni fornita con il comando ffmpeg -help è particolarmente ricca (forse troppo, per novellini come me…)!

In ogni caso, queste le informazioni più importanti:

ffmpeg [[infile options] -i infile]… {[outfile options] outfile}…

-i filename
Nome del file di input

-f fmt
Si istruisce il programma ad utilizzare il formato prescelto per la codifica: AVI, nel nostro caso.

-vcodec codec
forza il codec video (’copy’ per mantenere lo stesso del flusso originale)

-minrate e -maxrate <int>
Imposta il bitrate video minimo e massimo (in bits/s)

-b <int>
Imposta il bitrate (in bits/s)

-qmin e -qmax <int>
in modalità VBR, qualità minima e massima secondo una scala fra 0 (lossless) e 31 (la qualità peggiore)

4.Upload del video su YouTube.

In primis, è ovviamente necessario essere registrati su Youtube. La registrazione è semplice, cosicché in pochi passi e pochi secondi è già stata completata.

Bene, fatto ciò, andare nella sezione “Il mio account” e cliccare su “Carica nuovo video”:

YouTube primo passo

Si apre ora una pagina in cui si devono inserire titolo, descrizione ed un po’ di tag, in modo da rendere riconoscibile e facilmente reperibile il proprio video:

YouTube secondo passo

Completato questo passo, cliccando su “Carica un video” si passerà ad una seconda pagina, che ci chiede di identificare il file del nostro hard disk che desideriamo pubblicare: nel nostro caso:

YouTube terzo passo

Selezionato il file, clicchiamo sul bottone di caricamento… ed il gioco è fatto! In pochi minuti il nostro video sarà presente su Youtube e visibile al pubblico o a chi vogliamo noi!

Il risultato di questo nostro esperimento è questo… tutto sommato non male, no? ^_^


(Le immagini utilizzate in questo filmato provengono da varie fonti web a me ora sconosciute. Mi dichiaro disponibile alla loro rimozione qualora il legittimo detentore dei diritti di riproduzione mi richiedesse tale azione. Il file audio impiegato è il movimento Allegro del Concerto Brandeburghese n° 4 in Sol maggiore (BWV 1049) di Johann Sebastian Bach, reperibile in Wikimedia Commons.)

Buon divertimento!

Ubuntu accusa le major cinematografiche di violare i diritti d’autore.

Articoli, News, Riflessioni, Informatica Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Lo scorso ottobre 2007, la Motion Picture Association of America (MPAA), l’associazione che riunisce le major cinematografiche statunitensi, ha fatto un passo in avanti nell’ormai consueta strategia di “controllo e repressione” dello scambio p2p, inviando una lettera ai presidi di 25 università statunitensi informandoli che i loro centri erano stati identificati come “top p2p hubs” e punti caldi della violazione di copyright. Facendo leva su ciò, la MPAA è riuscita a far installare sui sistemi dei campus un pacchetto software molto particolare: la suite University Toolkit.Logo di Xubuntu

Si tratta di una versione personalizzata di Xubuntu 7.04, la variante di Ubuntu che usa l’ambiente desktop Xfce, dotata di strumenti di monitoring, come Snort e ntop, che permettono di tenere sotto controllo le reti LAN delle quali fanno parte i computer su cui sono installati, e dunque, in questo caso, di spiare ciò che avviene sulle reti delle università americane.

Se da una parte la MPAA insisteva sul fatto che la suite proteggeva la privacy degli utenti (“no privacy issues […] the content of traffic is never examined or displayed”), gli analisti intervenuti sulla sezione Security Fix del Washington Post non ne erano così convinti.
L’importante security columnist Brian Krebs sul blog sulla sicurezza di tale testata descrive il funzionamento della suite MPAA: il Toolkit stabilisce un web server Apache sulla macchina dell’utente, e configura tutti i dati e le statistiche sull’attività della rete locale per renderli visualizzabili su una pagina web, completa con i grafici generati da ntop che mostrano non solo l’uso della banda generata da ogni utente della rete, ma anche l’indirizzo internet di ogni sito che tale utente ha visitato. Ma c’è di più. Il web server è poco protetto: se l’istituto universitario non ha firewall appositamente configurati, è facile per chiunque visualizzare la pagina del server, anche semplicemente ricercandola con Google!
Ovviamente, esiste la possibilità per l’amministratore della rete di proteggere i dati con password, ma tale opzione non gli è mai data chiaramente, ma sarebbe suo compito trovarla. Infine, Apache include una funzione che registra ogni eventuale accesso esterno al sito del server, ma tale caratteristica è di default disabilitata nell’University Toolkit della MPAA.

A Novembre, però, lo sviluppatore di Ubuntu Matthew Garrett si è reso conto che la suite del gruppo delle major violava la licenza GNU GPL: avendo basato l’University Toolkit sul sistema operativo Xubuntu, rilasciato sotto tale licenza, la MPAA è tenuta a rendere disponibile il codice sorgente ad ogni utente della propria suite, incluse tutte le modifiche eventualmente effettuate.
Dopo aver tentato più volte di contattare direttamente la MPAA, e negando questa il rilascio del codice sorgente, Garrett ha inviato una email all’ISP (Internet Service Provider: la compagnia che fornisce accesso ad internet, come, per capirci, Telecom, Infostrada, Tiscali, Fastweb, Albacom, etc…) del gruppo, spiegando la situazione: il software è stato così ritirato dalla rete.

… Chi di spada ferisce… ;oP

 

Fonti della notizia e siti utili:

  • OSSblog.it: University Toolkit, Ubuntu al servizio delle major spione
  • Washington Post: MPAA University ‘Toolkit’ Raises Privacy Concerns
  • HispaMP3: Ubuntu acusa a las cinematográficas estadounidenses de violar los derechos de autor
  • Broadband Reports: MPAA ‘University Toolkit’ Violated Copyright
  • Wikipedia: GNU GPL
  • Errore in Dolphin

    Informatica 7 commenti »

    Ubuntu Gibbone Coraggioso (Gutsy Gibbon)Eheh, con questo post inauguro la categoria “Informatica”, a me tanto cara!!! Yuk! ;oP

    Può capitare a chi utilizzi il sistema GNU/Linux Kubuntu 7.10 Gutsy Gibbon (il gibbone è “coraggioso“, e non è né Gusty, “ventoso“, né Gustsy, che non significa nulla) di imbattersi nel messaggio d’errore:

    “Impossibile salvare i segnalibri in /home/USER/.kde/share/apps/d3lphin/bookmarks.xml. L’errore riportato è: Permesso negato. Questo messaggio di errore sarà mostrato una volta soltanto. La causa dell’errore deve essere risolta al più presto; quasi sicuramente il disco rigido è pieno.”

    Si dovrebbe presentare più o meno così:

    Errore Dolphin. Impossibile salvare i segnalibri in /home/USER/.kde/share/apps/d3lphin/bookmarks.xml. L'errore riportato è: Permesso negato. Questo messaggio di errore sarà mostrato una volta soltanto. La causa dell'errore deve essere risolta al più presto; quasi sicuramente il disco rigido è pieno.

    Ovviamente è mostrato più volte, tutte le volte che si chiude una cartella. ;oP

    A me, come anche ad altri utenti, il problema si è venuto a creare accedendo ad una cartella con Dolphin come Root… (Sia dando: sudo Dolphin , sia semplicemente cliccando su Open as Root).

    La soluzione è semplice: con un semplice trucchetto si reimpostano i permessi d’accesso, riassegnandoli all’utente non root. Dunque: in Konsole eseguite il comando:

    sudo chown USER /home/USER/.kde/share/apps/d3lphin/bookmarks.xml

    dove USER è il vostro nome, ed il gioco è fatto!

    Ciau.

    Torna su!
    Creative Commons License Original WP Theme & Icons by N.Design Studio.
    Translation & some modifications by Boebus.
    This work is licensed under a Creative Commons License .
    Δωρεάν ελάβετε, δωρεάν δότε.
    Firefox 3 RSS Post RSS Commenti Login