Palestinese ucciso dona organi a israeliani

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TEL AVIV. L’assassinio del figlio diciottenne da parte delle forze di occupazione non ha impedito a una famiglia palestinese di compiere un grande gesto verso sei israeliani.

Il giovane palestinese - la cui identità è stata rivelata in modo confidenziale solo ai riceventi degli organi - era già “clinicamente morto” quando è arrivato al Pronto Soccorso del “Shiba medical center” di Tel Hashomeir dopo essere stato ferito mortalmente, per cui i tentativi di rianimazione non hanno dato frutto.

Il quotidiano israeliano Ma’ariv ha pubblicato che i genitori del ragazzo, residenti in Cisgiordania, hanno deciso di donare gli organi del figlio a persone gravemente ammalate, senza limiti di razza, religione o identità. Fra queste, una in punto di morte, Yitzhak Orfanian, 33 anni, a cui è stato trapiantato il cuore, e che in questi giorni ha incontrato il padre del giovane donatore. «Mio figlio aveva un cuore grande e un carattere generoso - ha raccontato il genitore -. Quando i medici mi hanno chiesto se avrebbero potuto utilizzarne gli organi per salvare vite umane, non ho chiesto chi ne avrebbe beneficiato. Ebrei o musulmani, per me non fa differenza. Dio mi ha ispirato, ho sentito che era mio dovere salvare vite umane». L’uomo ha ricevuto un premio dall’Associazione israeliana per i trapianti.

Chiaramente, negli ospedali israeliani avviene anche il contrario: ebrei israeliani divengono donatori, anche a favore di arabi: non c’è discriminazione.

Dai quotidiani City e Il Manifesto, dal sito personale Chet-Justice sulla situazione medio-orientale, e dalle precisazioni del sito Informazione Corretta di ieri, 20/06/2008.

Natividad el perro (Giornalismo: la notizia si FA o si DA?)

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Da qualche giorno girano mail di (consuetamente) allarmanti catene, stavolta su arte disumana: si dice che un artista, tale Habacuc Vargas, abbia esposto in un museo nicaraguense un cane legato lontano da cibo ed acqua, fino a farlo morire.Il cane Natividad

Ovviamente, diverse testate son cadute nel trabocchetto (come pere cotte), senza neppur verificare, o quanto meno senza citare esplicitamente la versione ufficiale comparsa sul sito del museo ospitante la collezione dell’artista “incriminato”: un esempio per tutti sia La Stampa, che in una pagina della sua sezione “La Zampa” ha pubblicato un articolo di denuncia.

Un articolo di Adnkronos (verosimilmente tradotto dall’inglese, dunque traduzione di traduzione) supporterebbe tale versione dei fatti.

Secondo il sito ufficiale della Galleria di Arte Contemporanea “Codice” di Managua, invece, le cose starebbero diversamente: ecco il chiarimento della Direttrice della Galleria pubblicato nella Home page, e la sua traduzione da me curata:

ACLARACION DE
GALERIA CODICE
.
Managua, 19 de octubre.

Galería Códice desde su creación en 1991, ha promovido las artes visuales centroamericanas, pero especialmente las nicaragüenses, tanto en el nivel nacional, como en el regional e internacional. En Códice han expuesto grandes maestros centroamericanos, así como artistas consolidados y emergentes. Los lenguajes contemporáneos del arte universal también han tenido espacio en Códice, por lo que periódicamente acoge muestras de arte conceptual.

Con ese espíritu, el jueves 16 de agosto recién pasado se presentó Exposición No.1, del artista costarricense, Guillermo Vargas, conocido artísticamente como HABACUC. Uno de los trabajos expuestos consistió en presentar a un perro famélico que Habacuc recogió de la calle, y durante la exposición aparecía amarrado con una cuerda de nylon, que a su vez estaba sujeta a otra cuerda que pendía de dos clavos en una esquina de la Galería. Habucuc nombró al perro “Natividad” en homenaje al nicaragüense Natividad Canda (24 años) quien murió devorado por dos perros Rottweiler en un taller de San José, Costa Rica, la madrugada del jueves 10 de noviembre de 2005.

El perro permaneció en el local tres días, a partir de las 5 de la tarde del miércoles 15 de agosto. Estuvo suelto todo el tiempo en el patio interior, excepto las 3 horas que duró la muestra, fue alimentado regularmente con comida de perro que el mismo Habucuc trajo. Sorpresivamente, al amanecer del viernes 17, el perro se escapó pasando por las verjas de hierro de la entrada principal del inmueble, mientras el vigilante nocturno quien acababa de alimentarlo limpiaba la acera exterior del mismo.

La Galería Códice se reserva el derecho de velar por la calidad de los trabajos expuestos, respetando en todo momento la creatividad del artista y jamás ha pretendido ejercer ningún tipo de censura, siempre y cuando no atenten contra los principios elementales de la ética y mucho menos que impliquen la vida de un ser viviente, sea humano o animal. Yo pensaba quedarme con “Natividad”, pero él prefirió retornar a su propio habitat. Celebro el que tantas personas en el nivel internacional se hayan mostrado molestas por las declaraciones brindadas por Habacuc, en las que sostenía que su intención era dejar morir al perro de inanición, lo que es de su absoluta responsabilidad. Al cumplir con informar la verdad de los hechos, espero que todas esas mismas personas hayan elevado también su voz de repudio cuando Natividad Canda fue devorado por los Rottweiler.

Atentamente,

Juanita Bermúdez

Directora Galería Códice

Managua, Nicaragua

CHIARIMENTO DELLA
GALLERIA CODICE
.
Managua, 19 ottobre.

La Galleria Codice, fin dalla sua creazione nel 1991, ha promosso le arti visuali centroamericane, e specialmente quelle del Nicaragua, sia a livello nazionale sia regionale ed internazionale. A Codice hanno esposto grandi maestri centroamericani, così come artisti affermati ed emergenti. Anche i linguaggi contemporanei dell’arte universale hanno avuto un loro spazio a Codice, giacché periodicamente accoglie mostre di arte concettuale.

Con questo spirito, lo scorso gioved¡ 16 agosto si presentò l’Esposizione No.1 dell’artista costaricano Guillermo Vargas, conosciuto artisticamente come HABACUC. Uno dei lavori esposti consisteva nella presentazione di un cane affamato che Habacuc aveva raccolto dalla strada, e che durante l’esposizione appariva legato con una corda di nylon, a sua volta saldata ad un’altra corda che pendeva da due chiodi in un angolo della Galleria. Habacuc chiamò il cane “Natividad”, in omaggio al nicaraguense Natividad Canda (24 anni), morto divorato da due cani Rottweiler in un laboratorio di San José, in Costa Rica, la mattina del giovedì 10 novembre 2005.

Il cane restò nel locale tre giorni, a partire dalle 5 del pomeriggio del mercoledì 15 agosto. E’ rimasto slegato nel cortile interno per tutto il tempo, tranne durante le tre ore di apertura della mostra, ed è stato alimentato regolarmente con il cibo per cani che lo stesso Habacuc portava. Di sorpresa, il cane scappò all’alba del venerdì 17, passando fra le barre di ferro dell’entrata principale dell’edificio, mentre il vigilante notturno che gli aveva appena dato da mangiare stava pulendo il marciapiede esterno dello stesso.

La Galleria Codice si riserva il diritto di vegliare sulla qualità dei lavori esposti, rispettando in ogni momento la creatività dell’artista e mai ha preteso esercitare alcun tipo di censura, sempre che [i lavori stessi] non pregiudichino i principi elementari di etica ed ancor meno giochino sulla vita di un essere vivente, sia umano o animale. Io pensavo di tenere “Natività” con me, però lui ha preferito ritornare al proprio habitat. Sono contenta che tante persone a livello internazionale si siano mostrate contrariate per le dichiarazioni rilasciate da Habacuc, nelle quali sosteneva che la sua intenzione era lasciar morire di inedia il cane, fatto questo di sua assoluta responsabilità. Con l’aver fatto luce sulla verità dei fatti, spero che tutte queste stesse persone abbiano alzato le loro voci di dissenso anche quando Natività Canda fu divorato dai Rottweiler.

Cordiali Saluti,

Juanita Bermúdez

Direttrice della Galería Códice

Managua, Nicaragua

(Gli a capo ed i grassetti sono miei. Ringrazio Federica per la segnalazione e Gaetano e Kassowitz del forum de La Zampa per le indicazioni di Adnkronos e del sito ufficiale.)

Sarà vero ciò che dice Juanita Bermudez? O forse è solo una copertura? E perché allora, in ogni caso, non si è menzionata la fonte ufficiale? Insomma: credere o non credere alle fonti ufficiali? E credere o non credere a ciò che riportano i giornali? Ai posteri l’ardua sentenza.

Al Gore, un Nobel per la pace per un Oscar poco pacifista.

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Nobel per la pace 2007 assegnato ad Al Gore e al comitato sui cambiamenti climatici.

Wikinotizie, 12 ottobre 2007.

Il premio Nobel per la pace 2007 è stato assegnato ad Al Gore ed al comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici dell’ONU. Il premio di dieci milioni di corone svedesi (1,54 milioni di dollari) è stato assegnato dallo Storting, il parlamento norvegese, attraverso un apposito comitato autonomo.Una scomoda verità.

La motivazione ha premiato «i loro sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti». Al Gore, nel 2006, ha girato un documentario shock, intitolato Una scomoda verità, in cui riassume la sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici. Il documentario ha anche vinto due premi Oscar nel 2007 (miglior documentario e miglior colonna sonora). Inoltre il 7 luglio del 2007 ha organizzato il Live Earth per sensibilizzare ai problemi dell’ambiente…

Continua a leggere l’articolo, su Wikinotizie.

Un Nobel poco pacifista

Al Gore vince il Premio Nobel per la Pace 2007. Nonostante un passato di guerra.

Peacereporter.net, 12 ottobre 2007.

Il Nobel per la Pace 2007 è stato assegnato oggi ad Al Gore, l’ex vice presidente degli Stati Uniti d’America nell’era dell’amministrazione Clinton. Gore condividerà il prestigioso riconoscimento con il il Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell’Onu (Ipcc).
Da politico cinico ad ambientalista. E’ infatti nella sua nuova veste di paladino dell’ambiente che Gore viene premiato, e non per la sua passata carriera politica, che si concluse con la sconfitta elettorale contro George W. Bush nel 2000.
Al Gore commentando nel suo film.Figlio del senatore democratico Albert Gore Sr., si è laureato ad Harvard nel 1969, prima di partire per il Vietnam, dove lavorò come giornalista, caratterizzandosi per una serie di reportage contro la guerra. Posizioni pacifiste che, quando iniziò la carriera politica nel 1976, venendo eletto al Congresso, Al Gore mise ben presto da parte, sacrificandole sull’altare della realpolitik.
Nel 1992 infatti, Bill Clinton lo scelse come vice presidente e la coppia vinse le elezioni, confermandosi quattro anni dopo per un secondo mandato.
L’amministrazione Clinton si qualificò per un interventismo militare all’estero che, dopo il fallimento del Vietnam, sembrava essere stato consegnato agli archivi della storia dalla politica di Washington.
Le inique sanzioni. Dopo il primo attacco all’Iraq, nel 1991, e prima dell’invasione del paese mediorientale nel 2003, il regime di Saddam Hussein rimase un obiettivo fisso del governo Usa, nel quale Gore aveva un posto di rilievo. Continui bombardamenti, nel silenzio assordante dei media, continuarono a flagellare l’Iraq, la cui popolazione era già ridotta allo stremo dalle sanzioni dell’Onu.
La linea della nuova amministrazione, nel 1993, rimase fedele a quella precedente, restando in Somalia fino al 1993, per quell’operazione Restor Hope, considerata ancora oggi una delle pagine più nere delle missioni all’estero degli Stati Uniti.
Ma non di solo Iraq si è nutrita l’amministrazione Clinton, intervenendo nel 1999 in Kosovo, per fermare il regime di Slobodan Milosevic, accusato di pulizia etnica ai danni della minoranza albanese. Sia il Kosovo che la Serbia vennero severamente bombardati, con alte perdite tra i civili.
L’anno prima invece, due attentati colpirono le ambasciate Usa in Kenya e Tanzania, e la coppia Clinton – Gore reagì brutalmente, inviando i caccia Usa a bombardare presunte basi di terroristi in Sudan e Afghanistan.

Un premio discusso. Un biglietto da visita molto poco pacifista. Ma Gore oggi riceve il premio…

Continua a leggere l’articolo, su Peacereporter.net.

Disturbo della quiete (Grazie, USA!)

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Studente fa domande scomode a Kerry
Arrestato e immobilizzato col taser

La Repubblica, 18 settembre 2007

MIAMI - Arrestato perché faceva troppe domande al senatore John Kerry e poi immobilizzato con una pistola elettrica. Andrew Meyer è il 21enne protagonista di un video-choc che sta sollevando molte polemiche. Ieri, in occasione di un dibattito all’università della Florida, Meyer, usando il microfono che era stato messo a disposizione degli studenti, aveva iniziato a rivolgere una serie di domande al democratico Kerry, sconfitto da George W. Bush nel 2004 nella corsa alle presidenziali. Alcune anche scomode: “Perché non ha chiesto l’impeachment di Bush?”, e ancora “Ha mai fatto parte della società segreta Skull & Bones?” (ispirata a rituali massonici). Continua a leggere l’articolo, sul sito Repubblica.it



… Io non faccio commenti.

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