“Soneto a Cristo crucificado”

Musica cristiana, Religione, Spagna Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

 

SONETO A CRISTO CRUCIFICADO SONETTO A CRISTO CROCIFISSO

No me mueve, mi Dios, para quererte
El cielo que me tienes prometido
Ni me mueve el infierno tan temido
Para dejar por eso de ofenderte.

Non mi muove, mio Dio, per amarti
il cielo che mi hai promesso
né mi muove l’inferno tanto temuto
per smettere per questo di offenderti.

Tú me mueves, Señor, muéveme el verte
Clavado en una cruz y escarnecido;
Muéveme ver tu cuerpo tan herido,
Mueveme tus afrentas y tu muerte.

Tu mi muovi, Signore, mi muove il vederti
inchiodato su una croce e schernito;
mi muove il vedere il tuo corpo tanto ferito,
mi muovono i tuoi oltraggi e la tua morte.

Muéveme, en fin, tu amor, y en tal manera,
Que, aunque no hubiera cielo, yo te amara,
Y, aunque no hubiera infierno te temiera.

Mi muove, infine, il tuo amore, e in tal maniera,
che, se anche non ci fosse cielo, io ti amerei,
e, se anche non ci fosse inferno ti temerei.

No tienes que me dar porque te quiera;
Pues, aunque cuanto espero no esperara,
Lo mismo que te quiero te quisiera.

Non mi devi dare (nulla) perché ti amo;
perché, se anche ciò che aspetto non aspettassi,
lo stesso che ti amo, ti amerei.

 

Il “Soneto a Cristo crucificado”, che qui propongo in lingua originale castigliana ed in una mia traduzione in italiano, è un sonetto scritto a cavallo fra il sec. XV ed il sec. XVI da autore anonimo: molti sono i tentativi di attribuirlo ad uno o ad un altro autore, ma nessuno è stato sufficientemente esauriente. Fra i nomi più disparati che si sono fatti, quelli che più probabilmente potrebbero rappresentare la penna che ha composto questi versi sono santa Teresa d’Avila (o s. Teresa di Gesù), san Giovanni della Croce, il cappuccino padre Torres ed il francescano Antonio Panes.

Per la sua bellezza, il sonetto era insegnato dai missionari francescani agli indios americani insieme al “Bendita sea tu pureza” del padre Panes, ed ha trovato posto anche nell’antologia delle Cento Poesie Migliori della lingua castigliana del grande erudito, critico e filologo spagnolo, Marcelino Menéndez Pelayo.

Mai l’amore per Cristo crocifisso aveva raggiunto un tale grado di purezza e di intensità nella sensibilità dell’espressione poetica: qui il poeta riesce a dimenticare premi e castighi, per far sgorgare un amore vero, che nasce limpido e profondo dalla dolorosa contemplazione del martirio di Gesù che riscatta l’uomo.

Liberamente tradotto, riassunto e parafrasato dall’articolo di Fr. Ángel Martín, o.f.m. pubblicato all’indirizzo: http://www.franciscanos.org/oracion/nomemueve.html.

 

Qui vi propongo una versione posta in musica con la voce di Ximena Gray: si può trovare nell’album “Aclaró”. È possibile trovare più informazioni sulla raccolta nella pagina del Canzoniere della Conferenza Episcopale Cilena (facendo una “Búsqueda Avanzada”, “Ricerca Avanzata”, e ponendo come “Album” la stringa “Aclaró”).

La presentazione video è mia: partendo dall’idea di una slideshow PowerPoint del sito novabella.org, ho cercato su internet alcune immagini che poi ho rielaborato.

“Bottiglie” di Fosco Maraini

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Non siamo tutti simili a bottiglie
ripiene di ricordi e cronicaglie?

Bistròccoli, fruschelli, filaccetti
ricolmano le pance trasparine,
fanfàggini, birìllidi, nulletti
s’asserpano in ghirlande cilestrine…

Se scuoti la bottiglia sgrengoluta
risorgono megoni e gastrifèmi,
rispuntano tra mèmmola grognuta
nascosti vercigogni e schifilemi.

Talvolta vedi invece lumigenti
miriàgoli, trigèridi, fernuschi,
e piangi su gavati struggimenti
finiti coi patassi tra i rifiuschi.

Non tornano a rivivere le facce
d’amici e d’amorilli luscherosi?
Risplòdono le voci, le morcacce
d’incontri cuspidiali e trucidiosi!

Poi un giorno la bottiglia si tracassa,
il vetro si sbiréngola nel sole
in croccherucci verdi, in patafrassa,
tra l’erbe cucche e cionche di pagliòle.

Ahi dove sono allora i gaviretti,
i nobili tracordi, i rimembrilli,
i càccheri, gli smèrmidi, i frulletti,
i mòrfani, gli sghèfani gentili?

Sdrafànico mistero di bottiglia
bottiglia di sdrafànico mistero.

Da: Fosco Maraini, LA GNOSI DELLE FANFOLE, Baldini&Castoldi, 1994.

“L’infinito” di Giacomo Leopardi

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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco Continua a leggere… »

Citazioni e Brani.

Stralci Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Ciao!

Come già avevo provato tempo fa, riparto col mio progetto di pubblicare parti di quei libri, articoli, discorsi, e testi che più mi piacciano, o che più possano essere utili per diletto o per interesse.

Tutti i testi saranno identificabili dal titolo (preceduto e seguito dalle virgolette ” “ ) e soprattutto saranno ricercabili, oltre che con la funzione di ricerca posta nella barra in alto, anche come categorie, qui a lato: tutti saranno catalogati come Stralci, e poi suddivisi in Letteratura, Citazioni, Articoli, Religione, Poesia, etc…

L’idea è nata durante le mie ore di studio in biblioteca: nei momenti di stanchezza o di noia, come svago, è abitudine mia e dei miei amici alzarci e sfogliare qualche libro o qualche rivista che - “così”, “damblé” - ci catturi l’attenzione. Ovviamente, catturare l’attenzione solo con un dorso di libro ed un titolo è cosa difficile, eppure la nostra amica carta spesso lo consegue.

Allora, queste pagine saranno appunto come quelle passeggiatine in biblioteca: guidate soprattutto dalla casualità verso la lettura di brani casuali di libri quasi casuali.
In effetti, ora il “quasi” è d’uopo: desidero qui pubblicare solo quei testi che consiglierei di leggere, o almeno di sfogliare più attentamente in biblioteca o in libreria. Spesso prediligerò libri pubblicati da molto tempo e magari non più facilmente trovabili: il giretto sotto casa può allora diventare una piccola caccia al tesoro. Il lettore interessato cercherà nelle librerie e nelle biblioteche fino ad incontrare il volume che lo interessa!

Vorrei inoltre utilizzare questo mio spazietto anche per far conoscere libri dei quali non conosco una traduzione italiana: allora, a volte pubblicherò la traduzione di una paginetta di libri in spagnolo od in inglese (visto che il traduttore sarei io stesso… chissà che, forse, qualche volta azzarderò traduzioni da francese, portoghese e latino… ma non garantisco!).

Saranno presenti, però, anche stralci da pagine internet: la passeggiata si può ampliare un po’, no?

Sono a conoscenza della questione dei diritti d’autore.

Ma chiedo fin d’ora comprensione. Una paginetta (ossia un brano di una pagina, due al più) non è poi grande cosa in confronto ad un libro: è, alla fine, poco più di un bigliettino dei Baci Perugina. Ma quanto più significativo può essere uno stralcio di un buon libro in confronto?

Ecco, vedo queste pagine come un piccolo servizio anche agli scrittori, di fama più o meno grande: qui voglio solo stuzzicare la curiosità dei lettori e far loro venire quell’appetito che li spinga a cercare i libri che reputa interessanti, comprarli o prenderli in prestito in biblioteca.

Un’altra cosa che mi spinge in quest’opera è pubblicare parti di libri che la maggioranza della persone ignora perché ormai vecchiotti: forse che le opere degli antichi han perso qualcosa della loro arte, poesia o veemenza con il tempo? No di certo. E dunque anche questo sarebbe un piccolo servizio alla letteratura: rispolverare libri che giacciono addormentati da decenni nelle cantine o nelle biblioteche ma che questa sorte certamente non meritano.

Inoltre, vorrei richiamare l’attenzione anche sul fatto che questo mio lavoro è del tutto volontario e non remunerato. Richiamo questa stessa motivazione anche per chiedere venia ai lettori qualora vi fossero periodi molto lunghi fra una pubblicazione e la successiva.

Infine, piccola nota tecnica: con il tempo spero di poter dare miglior sistemazione grafica ai testi, ma per ora… ci accontentiamo!

Pronti per partire?

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