San Paolo presta le parole a Marco Frisina: “Chi ci separerà?”

Articoli, News, Riflessioni, Musica cristiana, Pagine spirituali, Religione, Spagna Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Puff…finalmente riesco a scrivere! ;oP

Ieri era domenica (XVIII del Tempo Ordinario): la seconda lettura della liturgia della Parola della Messa di ieri era presa dalla fine del cap. 8 della Lettera di San Paolo apostolo ai Romani:

Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Neppure da dire, mi è venuto in mente un bel canto di mons. Marco Frisina, che ho imparato durante la mia permanenza nel Coro Diocesano Giovanile di Valladolid.

Dunque, qui vi mando il video in alta risoluzione dell’esecuzione della corale diocesana di Caserta diretta dallo stesso Frisina, che invita tutta l’assemblea a cantarlo con il coro e tutti i solisti.

…Ma non finisce qui! Pubblico anche il riproduttore che permette di ascoltarne la versione in spagnolo cantata proprio dal CDJ di Valladolid, nonché i testi in italiano e spagnolo.

Buon ascolto e buona riflessione: lasciatevi guidare dai due bei cori diocesani che, anche se separati da tremila chilometri, sanno di essere vicini, uniti dalla stessa fede in Colui che proprio per unire gli uomini fra di sé e con Dio è venuto qui fra noi.

Chi ci separerà dal suo amore?
La tribolazione, forse la spada?
Né morte o vita ci separerà
dall’amore in Cristo Signore.

Chi ci separerà dalla sua pace,
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà
da Colui che è morto per noi.

Chi ci separerà dalla sua gioia,
chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà
dalla vita in Cristo Signore.

 

 

Logo Banner del CDJ Valladolid

¿Quién nos separará de su amor?
¿La tribulación, quizá la espada?
Ni muerte o vida nos separará
del amor de Cristo Señor.

¿Quién nos separará de su bondad?
¿La persecución, quizá el dolor?
Ningun poder nos separará
del amor de Cristo Señor.

¿Quién nos separará de su alegría?
¿Quién podrà apartarnos de su perdón?
Nadie en el mundo nos separará
de la vida en Cristo Señor.

Inni anglicani (trascrizione per duri d’orecchio fatta da duri d’orecchio)

Bagattelle, Musica cristiana, Religione Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

E’ estate, il cervello fonde… lasciatemi inviare qualche ennesima cazzabubbola estiva…

Vi do due versioni di uno stesso inno liturgico, che qui vi pubblico . Quale staranno cantando? Mah… ;oP

=== Versione A (che sul mio Book of Common Prayer è al n° 391) ===
=== Versione B ===
Blessed City, Heavenly Salem,
Vision dear of peace and love,
Who, of living stoned upbuilded,
Art the joy of heavn above
And, with angel cohorts circled
as a bride to earth doth move.

From celestial realms descending,
Bridal glory round her shed,
To his presence decked with jewels,
By her Lord shal she be led:
All her streets and all ber bulwarks,
Of pure gold are fasionèd

Yes, I’m sitting, happy sailor,
Richard Gere, oh please stand down.
Poo on him, insults a builder
Arse! The joy of left hand love.
But we ate your poor corn salad,
As a bribe to help us screw.

From celestial crabs descending,
Pie for Maureen, round her shed.
Two expressos tempting us.
By her lawn shall sheep be dead.
All our strings and all out balls,
Of pure cod are fashion-ed.

Heheh…!

N.B.: Il mio intento non è assolutamente offensivo, e non ritengo di far vilipendio alla religione, o alla confessione anglicana. Si tratta solo di una burla, che peraltro può tornare utile anche ai cori nostrani, per i quali l’attenzione da porre oltre che alla intonazione anche alla metrica, alla pronuncia ed alla scansione delle parole non deve mai venire meno.

“Soneto a Cristo crucificado”

Musica cristiana, Religione, Spagna Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

 

SONETO A CRISTO CRUCIFICADO SONETTO A CRISTO CROCIFISSO

No me mueve, mi Dios, para quererte
El cielo que me tienes prometido
Ni me mueve el infierno tan temido
Para dejar por eso de ofenderte.

Non mi muove, mio Dio, per amarti
il cielo che mi hai promesso
né mi muove l’inferno tanto temuto
per smettere per questo di offenderti.

Tú me mueves, Señor, muéveme el verte
Clavado en una cruz y escarnecido;
Muéveme ver tu cuerpo tan herido,
Mueveme tus afrentas y tu muerte.

Tu mi muovi, Signore, mi muove il vederti
inchiodato su una croce e schernito;
mi muove il vedere il tuo corpo tanto ferito,
mi muovono i tuoi oltraggi e la tua morte.

Muéveme, en fin, tu amor, y en tal manera,
Que, aunque no hubiera cielo, yo te amara,
Y, aunque no hubiera infierno te temiera.

Mi muove, infine, il tuo amore, e in tal maniera,
che, se anche non ci fosse cielo, io ti amerei,
e, se anche non ci fosse inferno ti temerei.

No tienes que me dar porque te quiera;
Pues, aunque cuanto espero no esperara,
Lo mismo que te quiero te quisiera.

Non mi devi dare (nulla) perché ti amo;
perché, se anche ciò che aspetto non aspettassi,
lo stesso che ti amo, ti amerei.

 

Il “Soneto a Cristo crucificado”, che qui propongo in lingua originale castigliana ed in una mia traduzione in italiano, è un sonetto scritto a cavallo fra il sec. XV ed il sec. XVI da autore anonimo: molti sono i tentativi di attribuirlo ad uno o ad un altro autore, ma nessuno è stato sufficientemente esauriente. Fra i nomi più disparati che si sono fatti, quelli che più probabilmente potrebbero rappresentare la penna che ha composto questi versi sono santa Teresa d’Avila (o s. Teresa di Gesù), san Giovanni della Croce, il cappuccino padre Torres ed il francescano Antonio Panes.

Per la sua bellezza, il sonetto era insegnato dai missionari francescani agli indios americani insieme al “Bendita sea tu pureza” del padre Panes, ed ha trovato posto anche nell’antologia delle Cento Poesie Migliori della lingua castigliana del grande erudito, critico e filologo spagnolo, Marcelino Menéndez Pelayo.

Mai l’amore per Cristo crocifisso aveva raggiunto un tale grado di purezza e di intensità nella sensibilità dell’espressione poetica: qui il poeta riesce a dimenticare premi e castighi, per far sgorgare un amore vero, che nasce limpido e profondo dalla dolorosa contemplazione del martirio di Gesù che riscatta l’uomo.

Liberamente tradotto, riassunto e parafrasato dall’articolo di Fr. Ángel Martín, o.f.m. pubblicato all’indirizzo: http://www.franciscanos.org/oracion/nomemueve.html.

 

Qui vi propongo una versione posta in musica con la voce di Ximena Gray: si può trovare nell’album “Aclaró”. È possibile trovare più informazioni sulla raccolta nella pagina del Canzoniere della Conferenza Episcopale Cilena (facendo una “Búsqueda Avanzada”, “Ricerca Avanzata”, e ponendo come “Album” la stringa “Aclaró”).

La presentazione video è mia: partendo dall’idea di una slideshow PowerPoint del sito novabella.org, ho cercato su internet alcune immagini che poi ho rielaborato.

Buona Quaresima!
Convertirsi è scegliere l’amore di Dio sulla Croce, non l’autorealizzazione.

Pagine spirituali, Religione Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Ieri è stato il giorno delle Ceneri, inizio della Quaresima per i Cristiani cattolici di rito romano e per alcuni protestanti (anglicani, luterani, metodisti).
Ho passato un po’ di tempo pensando a cosa scrivere per l’occasione… Alla fine, mi sono risoluto: auguro a voi lettori una buona Quaresima, un buon cammino di conversione, con alcune parole del Papa Benedetto XVI:


Il sincero desiderio di Dio ci porta a rigettare il male e a compiere il bene. Questa conversione del cuore è anzitutto dono gratuito di Dio, che ci ha creati per sé e in Gesù Cristo ci ha redenti: la nostra vera felicità consiste nel rimanere in Lui. […] Convertirsi, che cos’è in realtà? Convertirsi vuol dire cercare Dio, andare con Dio, seguire docilmente gli insegnamenti del suo Figlio, di Gesù Cristo; convertirsi non è uno sforzo per autorealizzare se stessi, perché l’essere umano non è l’architetto del proprio destino eterno. Non siamo noi che abbiamo fatto noi stessi. Perciò l’autorealizzazione è una contraddizione ed è anche troppo poco per noi. Abbiamo una destinazione più alta. Potremmo dire che la conversione consiste proprio nel non considerarsi i “creatori” di se stessi e così scoprire la verità, perché non siamo autori di noi stessi. Conversione consiste nell’accettare liberamente e con amore di dipendere in tutto da Dio, il vero nostro Creatore, di dipendere dall’amore. Questa non è dipendenza ma libertà. Chi si lascia conquistare da Lui non teme di perdere la propria vita, perché sulla Croce Egli ci ha amato e ha dato se stesso per noi. E proprio perdendo per amore la nostra vita la ritroviamo.

Udienza generale del Mercoledì delle Ceneri, 21 febbraio 2007.


Guardando Cristo, sentiamoci al tempo stesso guardati da Lui. Colui che noi stessi abbiamo trafitto con le nostre colpe non si stanca di riversare sul mondo un torrente inesauribile di amore misericordioso. Possa l’umanità comprendere che soltanto da questa fonte è possibile attingere l’energia spirituale indispensabile per costruire quella pace e quella felicità che ogni essere umano va cercando senza sosta.

Angelus della Prima Domenica di Quaresima, 25 febbraio 2007.

Permettetemi infine di pubblicare un sonetto spagnolo del sec. XV-XVI: ma questo lo faccio in un secondo post, che pubblicherò fra pochi minuti, già in data di domani.

Michael Card, “Immanuel”

Musica cristiana, Religione Un commento »

 

In effetti è già un po’ tardi, ma ci tenevo a presentare sul mio sito questo brano…
I cori dei bambini delle scuole di Cheshire e the Wirral celebrano l’Epifania nella Cattedrale di Chester, cantando “Immanuel” di Michael Card. (Video registrato dalla storica trasmissione Songs of Praise della BBC.)

A sign shall be given,
A Virgin will conceive
A human Baby bearing
Undiminished Deity,
The Glory of the Nations,
A light for all to see
And hope for all
Who will embrace
His warm reality.

(Chorus)
Emmanuel,
Our God is with us,
And if God is with us
Who could stand against us?
Our God is with us!
Emmanuel!

For all those who live
In the shadow of death
A glorious light has dawned.
For all those who stumble
In the darkness
Behold, your light has come!

Emmanuel,
Our God is with us,
And if God is with us
Who could stand against us?
Our God is with us!
Emmanuel!

So what will be your answer?
Oh, Will you hear the call
Of Him who did not
Spare His Son
But gave him for us all?
On Earth there is no power,
There is no depth or height
That could ever separate us
From the love of God in Christ

Emmanuel,
Our God is with us,
And if God is with us
Who could stand against us?
Our God is with us!
Emmanuel!

Emmanuel,
Our God is with us,
And if God is with us
Who could stand against us?
Our God is with us!
Emmanuel!

Un segno sarà dato,
Una Vergine concepirà
Un Bimbo umano che porta
Divinità non diminuita,
La Gloria delle Nazioni,
Una luce per tutti per vedere
E speranza per tutti
Quelli che abbracceranno
La Sua calda realtà.

(Ritornello)
Emmanuel,
Il nostro Dio è con noi,
E se Dio è con noi
Chi può stare contro di noi?
Il nostro Dio è con noi!
Emmanuel!

Per tutti quelli che vivono
Nell’ombra della morte
Una luce gloriosa è sorta.
Per tutti quelli che incespicano
Nell’oscurità
Ecco, la vostra luce è venuta!

Emmanuel,
Il nostro Dio è con noi,
E se Dio è con noi
Chi può stare contro di noi?
Il nostro Dio è con noi!
Emmanuel!

Così, quale sarà la vostra risposta?
Oh, Ascolterete la chiamata
Di Colui il quale non ha
Risparmiato il Suo Figlio
Ma lo ha dato per tutti noi?
Sulla Terra non c’è potere,
Non c’è profondità od altezza
Che ci potranno mai separare
Dall’amore di Dio in Cristo.

Emmanuel,
Il nostro Dio è con noi,
E se Dio è con noi
Chi può stare contro di noi?
Il nostro Dio è con noi!
Emmanuel!

Emmanuel,
Il nostro Dio è con noi,
E se Dio è con noi
Chi può stare contro di noi?
Il nostro Dio è con noi!
Emmanuel!

“L’Epifania”, di Melville Scott

Pagine spirituali, Religione Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Nessuna nuova verità viene a rivelarsi nella festa dell’Epifania, giacché siamo ancora davanti alla Mangiatoia di Betlemme. Ciò su cui oggi si vuole insistere è piuttosto la intera verità. Non c’è alcuna restrizione all’infinita portata dell’Incarnazione. Noi non siamo più in pericolo di supporre che Cristo appartenga esclusivamente ad una sola razza o nazione, ma dobbiamo sempre ricordare che il Bambino di Adorazione dei Magi (1720, St Michael's, Great Witley, Worcestershire)Betlemme è il Bambino proprio del mondo, non solo il Salvatore di coloro i quali credono come noi crediamo, ma di tutto il genere umano.
Il dono di Dio è assoluto, e la sua realtà non è toccata dall’ignoranza o dal desiderio di apprezzamento; però ciò che siamo capaci di ricevere sempre dovrà dipendere dalla nostra fede. Cristo è stato dato veramente al mondo nell’Incarnazione, ed è dato veramente a tutti coloro che ricevono i Sacramenti; ma se per la nostra condanna o per la nostra salvezza, ciò dipende dal ricevente.

Da: Melville Scott, “The Epiphany: A Devotional Exposition of the Teaching of the Christian Year”.
Fonte: http://www.lectionarycentral.com/epiphany/MelvilleScott.html.
Traduzione mia.

“Una mosca a Betlemme”, di Francisco Cerro Chaves

Pagine spirituali, Religione Non ci sono commenti: lascia il tuo! »

Vivi sempre con il cuore di Natale.

Una mosca veniva da molto lontano perchè voleva conoscere il Dio Bambino. Le avevano detto che, se si fosse posata sulla sua fronte, gli desse un bacio a nome di tutte le mosche della terra.

Il cammino che fece era molto lungo. Dopo aver volato molti chilometri, chiese della grotta di Betlemme alle mosche che incontrò. Le dissero che non ci andasse perchè nella capanna c’erano una mula ed un bue che stavano vicino al Bambino ed avevano pulci cattive.

Van Honthorst - Adorazione dei PastoriLei non si spaventò ed andò alla capanna. Si intrufolò in una finestra e vide il Bambino. Prima di posarsi sulla sua fronte per dargli un bacio, ci pensò su, perché vedeva come la mula ed il bue usavano le loro code affinché nessuna mosca si posasse sulla fronte del Bambino e lo svegliasse.

Questa mosca aveva molta paura che la mula od il bue le dessero con la coda un bel colpo. Ma in un momento in cui c’era calma nella Capanna e la mula ed il bue erano tranquilli, si posò sulla fronte del Bambino e gli diede un bacio. Contemplò Maria e Giuseppe da vicino e si sentì la mosca più felice del mondo.

Da: Francisco Cerro Chaves, “CUÉNTAME… PARA SER LIBRE“, Ed. Monte Carmelo, 2006.

L’autore di questo brano è Francisco Cerro, Vescovo di Coria-Cáceres, persona stimatissima
che ho conosciuto quando era Delegato alla pastorale giovanile di Valladolid.
Il traduttore del brano, invece, sono io, Alberto. Ho deciso di pubblicarlo qualche giorno fa, ma l’ho postdatato perché - se Dio vuole - ora mi dovrei trovare a Dublino: ci tenevo però ad inaugurare l’anno con un racconto dal libro di quella persona carina che io ricordo come Paco Cerro, racconto questo che così bene si rifà all’ambiente descritto dal Vangelo di
oggi, solennità di Maria SS. Madre di Dio.

In ogni caso, ancora TANTI AUGURI DI BUON ANNO!!!

Torna su!
Creative Commons License Original WP Theme & Icons by N.Design Studio.
Translation & some modifications by Boebus.
This work is licensed under a Creative Commons License .
Δωρεάν ελάβετε, δωρεάν δότε.
Firefox 3 RSS Post RSS Commenti Login